La cistite può essere provocata da batteri o da cause non infettive.

Qualsiasi sia la causa scatenante i sintomi sono piuttosto comuni in tutti i tipi di cistite perché alla base di ognuna di esse vi è l'infiammazione della vescica.

Tempo fa la nostra associazione ha effettuato un sondaggio per raccogliere dati statistici. Tra i vari quesiti somministrati uno riguardava la sintomatologia. Le 100 donne partecipanti, tutte affette da cistite recidivante, hanno riferito i seguenti sintomi:

tabella sintomi

Da questa tabella si nota che i sintomi più comuni, riportati dal 70/80% delle donne che soffrono di cistite, sono:

  1. frequenza/urgenza (necessità impellente di urinare spesso)
  2. stranguria (dolore uretrale e vescicale quando si urina)
  3. tenesmo (sensazione di peso vescicale e di dover urinare ancora)
  4. nicturia (urinare spesso di notte)
  5. piuria (urine maleodoranti e torbide).

Seguono con meno frequenza di manifestazione, ma comunque significativa:

  1. pollachiuria (poca urina espulsa frequentemente)
  2. aumento dell'adrenalina (brividi e freddo)
  3. ematuria (sangue nelle urine)
  4. disuria (flusso debole)
  5. alterata sensibilità locale (dolori al fianco, urina bollente)
  6. dolori riflessi (dolore clitorideo, vulvare e anale)
  7. ipertermia (febbre)
  8. incontinenza (perdita di urina)
  9. riflesso vagale (nausea, vomito e diarrea)
  10. disagi psichici (ansia, panico e depressione)
  11. cronicizzazione del dolore (dolore persistente dopo l'infezione)

Pochissime donne (2 su 100) hanno dichiarato di non avere sintomi (ma in questo caso non siamo davanti a casi di cistite, ma di innocua batteriuria asintomatica).

Di seguito puoi trovare gli approfondimenti di ogni singolo sintomo, la loro origine e i rimedi naturali per alleviarli (nei riquadri gialli).

 

Pollachiuria, frequenza ed urgenza minzionale

Termine di origine greca (pollakys=spesso e ouria=urina), indica un aumento del numero delle minzioni nelle 24 ore.

Sebbene etimologicamente il termine indichi solo la frequenza, in campo clinico gli viene associata anche la diminuzione della quantità di urina ad ogni emissione, distinguendola così dalla poliuria in cui c'è aumento delle minzioni, ma con quantità di urina normali.

Ciò avviene perché il muscolo vescicale (detto detrusore) si contrae. L'infiammazione vescicale infatti libera leucotrieni, sostanze che stimolano la contrazione della muscolatura liscia, ovvero di quei muscoli che si contraggono indipendentemente dalla nostra volontà. Il detrusore è un muscolo liscio, così come anche la muscolatura uterina. La vescica così contratta diventa più piccola e quindi meno capiente. Di conseguenza sarà piena già con scarsa quantità di urina e manderà al cervello il messaggio: “Sono piena, devo svuotarmi!”.

Inoltre sia l'infiammazione che la contrattura muscolare mandano in tilt i recettori vescicali deputati alla trasmissione del messaggio di riempimento e svuotamento, che comincerà ad essere inviato a prescindere dalla reale capienza, fino ad arrivare a far espellere talvolta solo poche gocce alla volta, nonostante la sensazione trasmessa sia di vescica piena da scoppiare.

Questo disturbo può essere continuo o saltuario.

“Tendo a fare un goccino ogni 30 secondi ma vorrei tenermi stretto tutto…talvolta tengo pigiato con un po’ di carta igienica mentre urino, non so, mi dà una sensazione di maggior controllo…in quei momenti sento l’uretra che brucia moltissimo ed è come una valvola fuori controllo.”
Claire 08/05/2010 (cistite.info)
“sono andata al bagno numerose volte a fare piccole gocce di pipì accompagnate da difficoltà di svuotamento, bruciore durante la minzione e piccoli spasmi all'uretra, lo stimolo non mollava mai.”
Greta 03/07/2012 (cistite.info)

Consigli: cerca di urinare quando la vescica è piena. Per capirlo con una mano schiaccia l'addome (circa 5 cm al di sotto dell'ombelico): se la sensazione di dover urinare aumenta vuol dire che la vescica è piena, se resta uguale vuol dire che non lo è. L'UTIstop aiuta a ridurre l'urgenza e la frequenza.

 

Stranguria

Dal greco strangos (goccia) e ouria (urina). Letteralmente starebbe ad indicare l'emissione di pochissima urina alla minzione, ma la maggior parte dei testi definisce la stranguria come dolore/bruciore durante la minzione delegando al termine pollachiuria l'aspetto quantitativo del disturbo.

Il tipo di dolore definito stranguria è descritto in vari modi dalle donne che lo hanno provato.

Testimonianze

“sento un filo che tira in giu, come se la vescica volesse scendere attraverso l'uretra e come se ci fossero dei pezzi di vetro rotto dentro alla vescica...è una cosa atroce...dolorosa e angosciante...”
Esprit74 26/11/2014 (cistite.info)

“Permane un dolore interno alla vescica come se qualcuno mi strappasse la carne: ogni volta che urinavo sentivo come se delle unghie mi graffiassero.”
Serena74 04/09/2010 (cistite.info)

“La pipì terribile intendo che ha bruciato tantissimo dal finale, dalle ultime gocce diciamo, a un'oretta buona successiva. Bruciore costante come se qualcuno mi avesse lasciato del limone nella zona.”
Ceychan 26/05/2012 (cistite.info)

I libri, i medici, gli studi e gli articoli scientifici vari usano il termine stranguria senza mai differenziare la localizzazione del dolore o la fase della minzione in cui compare. Tali distinzioni invece sono molto importanti ai fini diagnostici.

Il più delle volte il dolore è percepito a livello uretrale (uretrodinia), ma può coinvolgere anche la vescica, il perineo, l'ano e la regione lombare.

Il dolore solitamente appare verso la fine della minzione, ma può anche insorgere all'inizio, accompagnare tutta la minzione, comparire solo a minzione terminata o solo quando la vescica è piena.

Un dolore al riempimento vescicale fa pensare ad un'infiammazione vescicale (cistite abatterica), un dolore durante lo svuotamento fa pensare ad un'infezione (cistite batterica).

Di sera il dolore tende a peggiorare da una parte perché la stanchezza accumulata durante la giornata abbassa la soglia del dolore e dall'altra perché il non essere impegnata in attività che coinvolgono la tua attenzione ti porta a concentrare i pensieri sulla vescica e a soffermarti su ogni piccolo fastidio che senti amplificandone la percezione.

“Nei periodi acuti (che possono variare da giorni a mesi ) il dolore non mi lascia mai anche tra una minzione e l'altra, peggiora durante la giornata per arrivare al picco la sera”
Lalla84 15/09/2012 (cistite.info)

“A volte sento qualche bruciorino prima di andare a dormire (ho notato che 90 su 100 i fastidi si presentano la sera)”
Arshes 13/12/2012 (cistite.info)

Consigli: prova a distrarti con la televisione o con qualcosa che ti piaccia particolarmente o che ti consenta di rilassarti.

 

Il dolore è piuttosto acuto anche durante la prima minzione del mattino sia perché di notte non si beve (e quindi le urine si riempiono di sostanze di scarto, spesso irritanti, o di batteri che di notte hanno tutto il tempo di moltiplicarsi), sia perché di notte si va fisiologicamente in acidosi e le urine diventano appunto acide e quindi irritanti.

"Io ho avuto bruciore continuo all'uretra in assenza di infezione per circa un anno tanto che alla fine mi hanno fatto diagnosi di sindrome uretrale che rientra fra le cistiti interstiziali. peggiorava ad urine concentrate, migliorava alzando in ph con il bicarbonato"
Lelachio 16/03/2009 (cistite.info)

“La pipì più fastidiosa è sempre quella della mattina, che mi lascia strascichi anche per un paio d'ore (bruciore intenso all'uretra che va e viene e che riesco ad attutire con lo scaldino)...”
Ntinozza 19/02/2013 (cistite.info)

Consigli: se ti svegli di notte bevi un bel bicchiere d'acqua per diluire le urine, assumi D-mannosio prima di andare a dormire per impedire che i batteri si riproducano durante la notte, alcalinizza le urine con sali citrati (ti suggeriamo il Dimann Daily, che contiene sia D-mannosio che sali citrati).

 

Peggiora anche in fase premestruale in quanto in tale fase diminuisce la secrezione di estrogeni, i quali ci tutelano dalle infezioni.

“I miei sintomi per fortuna adesso sono diminuiti, nel senso che ho ancora gli spilli, i bruciori e i dolori uretrali, ma per fortuna raramente e sempre in fase premestruale”
Camillablu 08/09/2012 (cistite.info)

Consigli: assumi D-mannosio nella settimana precedente le mestruazioni.

 

Altra causa di peggioramento è la stipsi. Nelle feci ristagnanti aumenta il numero di batteri presenti, inoltre la loro dura consistenza ed il loro volume va a schiacciare ed irritare il nervo pudendo che gestisce la funzionalità e la sensibilità degli organi pelvici e che decorre parallelamente al canale rettale.

“a voi capita mai che dopo essere andate al bagno con un po' di sforzo in piu' subito dopo arrivino bruciorini all'uretra?????? a me quasi sempre a volte penso subito che mi stia per ritornare la maledetta e invece appena la vescica comincia a riempirsi si attenuano come mai??? forse lo sforzo scatena tutto??”
Mommimimi 13/07/2009 (Cistite.info)

“mi sono accorta che i sintomi si acuiscono in concomitanza con periodi di stipsi acuta e in cui controllo di meno l’alimentazione.
(...) Questi fastidi crescono nella fase premestruale, a volte dopo i rapporti, quando bevo di meno, quindi faccio pipì più di rado e più concentrata (tipo quando sono fuori casa)”
Silviam 23/10/2012 (cistite.info)

Consigli: leggi nel nostro forum i nostri suggerimenti per migliorare la stipsi.

 

La stranguria inoltre peggiora quando si urina con vescica semi vuota. Nel nostro questionario alla domanda “I dolori aumentano urinando con la vescica poco piena?” 72 donne su 100 hanno risposto affermativamente.

Questo avviene probabilmente perché vengono meno i meccanismi che, quando la vescica è piena, facilitano l'espulsione dell'urina. Di conseguenza lo sfintere uretrale si deve sforzare maggiormanete per aprirsi ed espellere l'urina. Questo maggiore impegno provoca dolore quando la mucosa è già infiammata.

cavolo anche a me spesso capita di fare pipì senza stimolo per avere più autonomia quando esco....e di solito mi dà bruciore, anzi spesso era causa di lievi attacchi di cistite!”
Sweetlady80 06/01/2011 (cistite.info)

“Cavolo anche io se faccio la pipì senza stimolo mi brucia e mi resta una sorta di infiammazione che sparisce solo bevendo molto e poi rifacendo pipì ma con vescica piena e stimolo, chissà che sarà?? Di contro se faccio pipì a vescica pienissima che devo correre se no me la faccio sotto, allora non mi da nessun fastidio mai.”
Paola65 11/01/2011 (cistite.info)

Consigli: cerca di urinare quando la vescica è piena. Evita di svuotarla se non senti il bisogno di farlo.

 

Per tutti questi motivi il termine “stranguria” può avere un significato molto diverso sia da donna a donna, sia da cistite a cistite nella stessa persona.

Su una cosa però concordano coloro che hanno provato stranguria: tra tutti i dolori provati, questo è il meno sopportabile.

“Anch'io ho problemi all'uretra so cosa significa,pensa dal dolore una volta mi sono aggrappata al termosifone acceso,mi sono ustionata al viso e non me ne sono accorta,talmente era atroce il dolore post minzione.”
Cinzia60 16/03/2009 (cistite.info)

“cmq vi posso assicurare che è + sopportabile il dolore del taglio [cesareo NdA] rispetto alla cistite!!!”
Flo 17/08/2010 (cistite.info)

“scrivo in preda al bruciore interno terribile non lo riesco a sopportare dopo ogni pipì mi escono le lacrime...(…) Dio ridammi l'emicrania forte da non poter sopportare manco la luce, (...)... ma questo bruciore mi da proprio allo stomaco”
Grace 07/11/2010 (cistite.info)

“ogni volta che faccio la pipì mi conficco le unghie nelle gambe per non sentire quel bruciore finale …. quello che ti incolla sul water e che ti fa venire voglia di fare azioni sconsiderate (difficilissimo spiegare il concetto a chi non prova questo tipo di tortura).”
Annablue 02/08/2012 (cistite.info)

Consigli: per ridurre il dolore puoi utilizzare il calore locale (scaldini, bottiglie di acqua calda), Cistalgan (leggi gli effetti collaterali nel forum), tisane di malva, equiseto e gramigna, o Dimann Flogo (antidolorifico/antinfiammatorio naturale). Molte donne trovano sollievo urinando nel bidet e puntando il getto dell'acqua calda sulla vulva.

 

Ma quale è la causa di questo dolore?
In tutti i tessuti urinari sono presenti dei recettori chimici, meccanici, termici e dolorifici, responsabili della sensibilità locale.

L'infiammazione attiva i recettori dolorifici presenti soprattutto nella parte più profonda della parete vescicale.

Lo stimolo doloroso decorre lungo le fibre nervose, raggiunge il midollo spinale in cui scorrono i neuroni. Questi trasmettono infine il messaggio doloro al cervello (che lo rende cosciente) e al sistema limbico (che lo associa ad emozioni negative).

Il dolore ha un ruolo difensivo in quanto ti permette di venire a conoscenza del fatto che la tua vescica sta subendo un danno e ti fa prendere provvedimenti per risolvere il problema: assumere un farmaco, bere, rivolgerti al medico, impedire di fornire ulteriori stimoli alla vescica già infiammata (sesso, lavori pesanti, viaggi, lauti pasti, ecc). Messi in atto comportamenti finalizzati alla riparazione dei tessuti e risolte l'infiammazione e l'infezione, il dolore normalmente diminuisce fino a scomparire.

 

Tenesmo

Dal greco teinesmos (tendere) indica lo spasmo vescicale durante la minzione, immediatamente seguito dal bisogno di urinare ancora (sebbene la vescica sia vuota) e dal dolore/peso sovrapubico.

La causa di questo sintomo è ancora una volta la contrazione del muscolo vescicale (il detrusore). Man mano che la vescica torna in stato rilassato, la sensazione di incompleto svuotamento ed il dolore tenderanno a scomparire in un lasso di tempo che può variare da 10 minuti a un'ora, per ripresentarsi alla minzione successiva. Se invece la vescica non si rilassa, il tenesmo persisterà in maniera continua.

Altra causa del tenesmo è l'alterazione della trasmissione nervosa dello stimolo minzionale a causa dell'infiammazione e della contrattura stessa.

"Faccio pipì,mi rimane quel fastidio dopo la minzione, quella voglia di rifarla per una decina di minuti poi passa e riesco a trattenerla anche per un pò di ore"
Marcela 16/03/2009 (cistite.info)

“da un paio di giorni ho urgenza minzionale, (…) Nello specifico sento come la necessità di fare spesso la pipì, non è un vero e proprio stimolo a urinare ma è come se avessi la sensazione di non svuotare bene la vescica, è un fastidio che non avverto costantemente per tutto il giorno, e non so nemmeno come descriverlo bene, non è nemmeno una sensazione di peso, è come se percepissi di avere la vescica, manca quella sensazione in cui non senti nulla e non ci pensi...sembra come quando inizia a scapparti la pipì ma all'inizio, quando ancora lo stimolo non è forte.”
Federicae 16/11/2012 (cistite.info)

Consigli: per ridurre il tenesmo sono molto utili gli esercizi di respirazione diaframmatica e gli esercizi di Kegel reverse. Integratori come Utistop possono alleviare la sensazione di vescica piena. L'elettromagnetoterapia e la TENS possono rilassare la muscolatura e modulare il segnale nervoso. Anche magnesio e potassio rilassano i muscoli e migliorano l'invio dei messaggi nervosi.

 

Nicturia

La nicturia è l'eliminazione volontaria e cosciente di urina durante la notte. Da non confondere con l'enuresi, che è la perdita involontaria e incosciente di urina durante la notte. In caso di cistite l'urina eliminata durante la notte è nettamente inferiore a quella eliminata durante il giorno. Potremmo anche definirla pollachiuria notturna.

Questo sintomo può essere causato, come per i sintomi precedenti, sia dalla contrattura muscolare, che dall'alterata trasmissione nervosa.

“continuo a fare pipì misere. Praticamente il massimo che riesco a stare senza urinare è 3 ore la notte quando dormo.”
Mariac 14/08/2012 (cistite.info)

Consigli: cerca di bere il meno possibile alla sera in modo da non produrre urina durante la notte. Dormi con una fonte di calore appoggiata in zona pelvica e sulla vulva in modo da rilassare la muscolatura. Assumi magnesio per rilassare i muscoli e migliorare la trasmissione nervosa. Prova UTIstop per ridurre lo stimolo e Dimann Flogo per ridurre infiammazione e dolore.

L'eliminazione notturna di urina in quantità uguale o superiore a quella espulsa di giorno si chiama poliuria e potrebbe rivelare un problema renale o un deficit cardiaco.

“Mi capita spesso, anche questa notte, di dover urinare troppo spesso e a distanza troppo ravvicinata. Ma non ho particolari bruciori e sopratutto ne faccio tanta. Stanotte ad esempio, per farvi capire meglio, sono dovuta scappare a far pipi perché mi scappava da morire, a mezzanotte. Poi sono tornata a letto e dopo nemmeno un quarto d'ora stessa cosa, di nuovo in bagno, di corsa, e di nuovo tanta pipì. Per tutta la notte ho continuato piu o meno cosi, a distanza di un ora dovevo andare in bagno. Non ho chiuso occhio.”
Giuliak 09/12/2012 (cistite.info)

“sono stata dal nefrologo (...) Per quanto riguarda la poliuria lui dice che è tutto collegato con il mio rene "malato". Mi sembra di aver capito che la colpa sia dei tubuli renali che assorbono meno e filtrano molto, motivo per cui la mia urina è molto chiara. Ma ha aggiunto che questa cosa non comporta alcun danno alla funzionalità se non il solo fastidio di doversi svegliare la notte.”
Giuliak 15/12/2012 (cistite.info)

Consigli: rivolgiti al medico curante se noti che di notte produci molta più urina rispetto al giorno.

 

Urine torbide e maleodoranti

Le urine in corso di cistite appaiono torbide per via della presenza di leucociti, muco, pus (piuria), cellule di sfaldamento e/o batteri.

Un odore simile a quello della birra è spesso segno di infezioni del tratto urinario. Un odore ammoniacale può indicare un' infezione da batteri ureasi positivi (Proteus, Pseudomonas, Klebsiella, Morganella, ecc). L'odore acre è spesso dovuto a colibatteri fecali (per esempio gli Escherichia coli).
Le possibili associazioni olfattive sono le più varie e fantasiose:

“la pipì ha quel fortissimo odore batterico che ormai tutte conosciamo!Ho chiamato il laboratorio e telefonicamente mi hanno detto che ho l' e. coli”
Tersy 18/09/2012 (cistite.info)

“odore strano perché, mentre nelle passate infezioni da e.coli c'era odore di pesce, qui sembra di frutta(???) a volte limone, a volte brodo!”
Bia 18/05/2012 (cistite.info)

“Volevo chiedervi se a qualcuna è mai capitato di sentire,a volte, l'urina che odora tipo di "candeggina"”
Isis 04/02/2010 (cistite.info)

“La mia era da qlk giorno che puzzava di pop corn bruciati!!!”
Aku 07/02/2010 (cistite.info)

“Anche a me capita che quando ho la cistite l'urina ha un odore molto forte, come avete già detto, di ammoniaca”
Alexya 06/03/2010 (cistite.info)

“ad ottobre ho iniziato a sentire i sintomi della cistite e odore strano: urinocoltura e tampone vaginale negativi. (...). Come mai l'odore c'era eppure non erano stati evidenziati batteri?”
Bia 15/05/2012(cistite.info)

Consigli: non ti spaventare se senti un odore diverso dal solito. Il cattivo odore e l'aspetto delle urine non sono sempre dovuti alla presenza di batteri, ma a tanti altri fattori, che non c'entrano con l'infezione: alimentazione, concentrazione delle urine, ph, fase mestruale, ormoni, malattie concomitanti e tante altre variabili innocue. Per capire se l'aspetto poco rasicurante delle tue urine dipende da batteri o da altro puoi effettuare uno stick delle urine a domicilio.

 

Brividi e freddo

Freddo e brividi possono essere dovuti ad un veloce innalzamento della febbre. Ma ancor più frequenti in corso di cistite sono i brividi in assenza di rialzo termico corporeo. Un forte dolore o un'emozione intensa (paura, ansia) infatti liberano adrenalina. L'adrenalina attiva un antico riflesso di sopravvivenza che ha sempre permesso all'uomo di fuggire da o lottare contro la fonte dolorosa o emotivamente negativa. L'adrenalina infatti apporta il sangue agli organi più importanti (come cuore, cervello, muscoli, indispensabili per scappare o combattere), ritirandolo dalle aree meno vitali e più periferiche (mani, piedi e pelle), che proprio per questo diventano fredde e pallide. La brusca discesa della temperatura periferica attiva il brivido, ovvero una contrazione muscolare involontaria e ritmica da cui scaturisce una consistente produzione di calore per combattere il freddo.

“dolore lancinante che si irradia al ventre, alle gambe, in un tremore, un brivido.”
Claire 08/05/2010 (cistite.info)

L'adrenalina inoltre apre le ghiandole sudoripare, provocando sudorazione (in questo caso fredda).

“Sento un forte peso nella vescica, sudo freddo, ho i brividi, la nausea e un costante bruciore all'uretra.”
Doretta 11/08/2012 (cistite.info)

Consigli: controlla la temperatura per valutare l'eventuale entità della febbre e tieni controllato che resti sotto i 38°, altrimenti si potrebbe sospettare un'infezione renale. Copriti con coperte calde: il calore riporterà il flusso sanguigno negli organi periferici e contemporaneamente contribuirà a rilassare la muscolatura contratta.

 

Ematuria

Dal greco haimo= sangue, indica la presenza di globuli rossi nelle urine. I globuli rossi sono le cellule deputate al trasporto dell'ossigeno e responsabili del colore rosso del sangue.

L'ematuria è causata dalla dilatazione dei vasi sanguigni presenti nell'urotelio (la parete vescicale). Questa dilatazione è provocata dal processo infiammatorio, in seguito al quale i pori presenti sulle pareti aumentano di dimensione lasciando fuoriuscire i leucociti. I leucociti sono cellule che difendono i tessuti dall'attacco dei batteri o di altri agenti irritanti. Se l'infiammazione è massiccia questi pori si dilatano ulteriormente fino a far passare anche i globuli rossi, che normalmente non riuscirebbero a passare perché molto più grossi dei leucociti. Essi si riversano così nei tessuti vescicali e quindi nelle urine, che assumono il caratteristico colore rosso.

L'infiammazione, oltre a dilatare i vasi sanguigni stimola la produzione di nuovi vasi (proprio per consentire una maggior affluenza di elementi difensivi nella zona aggredita). Più vasi si saranno formati e più consistente sarà l'ematuria.

L'ematuria può essere di due tipi: microematuria (se i globuli rossi fuoriusciti sono scarsi e non riescono a colorare l'urina e sono visibili solo al microscopio) e macroematuria (se i globuli rossi sono sufficienti a colorare di rosso le urine rendendo visibile ad occhio nudo la loro presenza).

Sebbene il sangue faccia generalmente molta impressione è importante sapere che la sua presenza non indica maggior gravità rispetto ad una cistite senza ematuria. Bisogna infatti differenziare l'ematuria dall'emorragia. L'emorragia è una perdita di sangue continua, che non si arresta senza l'intervento farmacologico e che mette a rischio la vita del Paziente se non trattata.

“Il primo attacco è stato emorragico, ma non con tracce di sangue, proprio emorragico, solo sangue (...) al posto dell'urina! Curata in ospedale perchè sono stata ricoverata d'urgenza e svuotata la vescica con catetere dalle infermiere!”
Lola 21/04/2013 (cistite.info)

La classica ematuria da cistite invece è una semplice presenza temporanea di sangue dovuta alla vasodilatazione e alla rottura di qualche capillare. Fa impressione vedere l'urina rossa, ma in realtà bastano poche gocce di sangue per colorare tutta l'urina presente in vescica. E' come quando ti lavi i denti e sanguinano le gengive, o quando effettui la pulizia dal dentista: l'acqua con cui ti sei sciacquata il cavo orale, è totalmente rossa, ma in realtà hai perso solo poche gocce di sangue, quindi, come per l'ematuria, non hai un'emorragia e non sei in pericolo di vita. In brevissimo tempo quei capillari si richiuderanno e smetteranno di sanguinare, ...anzi, probabilmente si sono già chiusi e quello che stai espellendo è solo il residuo accumulato precedentemente in vescica.

Inoltre, in base all'osservazione di numerosissimi casi di ematuria nel forum, abbiamo potuto appurare che solitamente dopo un episodio di ematuria inizia la fase di guarigione.

“ho avuto 2 forti crisi emorragiche e dopo l'ultima, stranamente, cessato lo spasmo si sono attenuati i crampi e i bruciori. (…) stentavo a crederci, e mi vengono le lacrime, ma ho rifatto altre 3 volte la pipì e questa è stata oltre che liberatoria (...) anche meno dolorosa e senza sangue!”
Elygely 30/03/2013 (cistite.info)

Consigli: in caso di sanguinamento vescicale bevi molto e urina spesso per lavare la vescica ed impedire che si formino coaguli, che potrebbero restare in uretra provocando dolore. Non applicare calore perché il caldo dilata i vsi sanguigni e potrebbe aumentare la fuoriuscita di sangue. Il sanguinamento dovrebbe arrestarsi entro poche ore. Se invece si protrae altre le 24 ore rivolgiti al tuo medico curante.

 

Disuria

Dal greco dys (anomalia) e ouria (urina). Etimologicamente dovrebbe indicare l'insieme delle alterazioni urinarie, nella pratica invece indica la difficoltà ad espellere le urine. Tale difficoltà può manifestarsi nell'iniziare la minzione o nel terminarla, in un getto lento, bifido (doppio getto), tortuoso (l'urina sembra andare dove vuole), intermittente (inizia, si arresta e poi riprende), a scatti.

“Ho notato che molte volte il getto della mia pipì viene diviso in due getti e non in un unico flusso. Due "fontanelle" anziché una...”
Fittina70 20/01/2010 (cistite.info)

“a me..molto più di 2 fontanelle anche 3 o 4.... all'inizio va giù bene..poi smette e devo spingere di più per farla uscire e così via”
Frens 21/01/2010 (cistite.info)

“Anch’io ho notato che il mio flusso è doppio e vorticoso, talmente vorticoso che i due getti sembra che si abbraccino!”
Paola86 29/12/2012 (cistite.info)

 

Ciò avviene sia perché la muscolatura attorno all'uretra (il muscolo pubo-coccigeo) si contrae in risposta all'infiammazione, sia perché un tessuto infiammato diventa edematoso (gonfio). Tutto ciò restringe o addirittura chiude il canale uretrale ostacolando il passaggio dell'urina al suo interno.

“Il dolore era all’uretra e talmente tanto era il bruciore che non riuscivo a far uscire bene la pipì, nel senso che, soprattutto alla fine della minzione, tendevo a contrarre i muscoli e a farne uscire un po’ per volta…
In ogni caso, devo dire poi che questa cosa della contrazione della muscolatura verso la fine della minzione mi è rimasta, nel senso che se sento anche un lieve bruciore, al termine della pipì tendo a contrarre…”
Silviam 23/10/2012 (cistite.info)

Consigli: segui queste indicazioni per rilassare la muscolatura pelvica. Per ridurre l'infiammazione puoi bere tisane di malva, gramigna ed equiseto o assumere integratori antinfiammatori/antidolorifici naturali (prova col Dimann Flogo).

 

Infiammazione e contrattura alterano la conduzione del messaggio nervoso che non riuscirà a portare allo sfintere uretrale il comando di aprirsi durante la minzione e resterà chiuso. Talvolta per poter far fuoriuscire l'urina risulta necessario spingere con i muscoli addominali (quelli usati durante la defecazione, chiamati torchio addominale), assumere una posizione accovacciata o spingere con le mani l'addome.

La disuria peggiora (e talora insorge solo) quando la vescica è eccessivamente piena.

Testimonianze
“a voi succede di dover spremere per far uscire la prima pipi' del mattino???? sembra come se' non vuole uscire nonostante la vescica piena??”
Mommimimi 03/10/2009 (cistite.info)

“Anche a me succede, anzi mi è successo anche stamattina, (...) avevo la vescica molto piena e mi usciva un filino. ho cercato di non spingere, ma è una brutta sensazione. poi a volte mi capita anche che me ne esce un bel po e sembra che abbia finito invece dopo un po il flusso riprende....”
Sabrina 19/10/2009 (cistite.info)

“Ma quello che più mi preoccupa è questo: quando trattengo a lungo l' urina subisco un blocco, vado in bagno per urinare e non esce niente neanche se spingo. Dopo circa mezzora , piano piano a intermittenza riesco a svuotare, ma è molto difficile.”
Gaiadom 01/08/2010 (cistite.info)

“Nel frattempo avevo fatto un test per verificare se avessi un residuo di urina nella vescica dopo la minzione. Risultò positivo (...) Devo ammettere che quell'esame non mi ha mai convinto: bevvi un litro e mezzo d'acqua, o forse più, ma il dottore era in ritardo, quindi dovetti trattenere molto più del previsto e, entrata nello studio, non riuscivo più a urinare tanto la vescica era indolenzita! Non so se a voi capita, non so se è normale, ma se trattengo troppo poi non riesco a fare tutta la pipì in un colpo, sono come indolenzita.”
MariaChiara 04/11/2010 (cistite.info)

 Ciò avviene perché la forza di contrazione del detrusore (il muscolo vescicale) per espellere l'urina, è massima a riempimenti vescicali compresi tra 150 e 500 ml, al di sotto e al di sopra di questi valori scema riducendo notevolmente la pressione dell'urina e quindi la potenza del getto. L'errata abitudine di trattenere l'urina eccessivamente inoltre fa dilatare la vescica, che diventa lassa (come un palloncino tenuto gonfio per lungo tempoe  poi sgonfiato) e perde la capacità di contrarsi anche a quantità comprese tra 150 e 500.

Consigli: cerca di non riempire eccessivamente la vescica e di svuotarla quando senti uno stimolo abbastanza forte, ma senza arrivare all'urgenza minzionale ("se non corro me la faccio addosso").

 

Alterata sensibilità locale

Durante un attacco di cistite cambia la sensibilità vescicale, uretrale e vulvare a causa dell'infiammazione locale.

Le fibre nervose dolorifiche nel loro percorso verso il cervello sono racchiuse in una specie di tubo, intrecciate alle fibre deputate al trasporto del messaggio tattile, termico, pressorio, chimico, acido/alcalino. La vicinanza di tutte queste fibre con funzioni diverse implica una collaborazione e quindi anche un'influenza reciproca. L'infiammazione quindi altererà non solo l'informazione dolorifica, ma anche quella termica e tattile.

Per questo la vescica, l'uretra e la vulva saranno estremamente sensibili e doloranti anche in seguito a stimoli che normalmente non creerebbero dolore: un'urina troppo acida o troppo alcalina ti provocherà bruciore, la pressione esercitata dal medico quando ti palpa l'addome la percepirai come un tir sopra la tua pancia, lo stesso calore dell'urina ti sembrerà bollente al passaggio nell'uretra o sulla vulva (anche se in realtà è di soli 37°), la minima pressione esercitata dall'urina in vescica ti provocherà dolore come se fosse strapiena, alcuni cibi particolari al contatto con l'urotelio risulteranno altamente irritanti, la presenza fisiologica di poche gocce di urina in uretra verrà percepita come presenza massiccia di liquidi, ogni movimento che provochi una minima pressione sull'uretra verrà percepito come doloroso.

Esattamente come quando abbiamo la pelle ustionata dal sole: l'acqua calda della doccia ci sembrerà bollente e lo sfregamento dell'asciugamano ci provocherà dolore.

Questo fenomeno per cui uno stimolo non doloroso viene percepito come doloroso si chiama allodinia.

“La sensazione di uretra piena di pipì, quando mi piego (…) dopo la cistite del 15 agosto è riaffiorata. Non spesso devo dire, ma a volte la mattina ho la sensazione, quando mi piego che il tubicino sia pieno e stia per gocciolare. (…) La mia uretra (...) è sicuramente ancora infetta, ma soprattutto debilitata dalle infezioni ripetute.”
Alice56 16/03/2009 (cistite.info)

“Ho notato una cosa: i fastidi all'uretra li sento molto di più quando assumo certe posizioni, in particolare la mattina quando sto seduta in auto x andare a lavoro (45 minuti) e poi mi alzo eccoli che arrivano! Se poi mi piego in avanti non ne parliamo”
Ely 25/03/2010 (cistite.info)

“Sul fronte patata, diciamo che ormai è cotta anche lei poverina (…) rimane la neuropatia vestibolare quando faccio pipì è sempre calda, bollente e le mucose poverine le sento scottate”
Antonietta 05/08/2012 (cistite.info)

Consigli: per rimodulare la trasmissione nervosa può essere utile le stimolazioni elettriche (come la TENS), gli integratori a base di sostanze neurotrope (per esempio Etinerv), l'agopuntutra e i neuromodulatori di sintesi.

 

Il dolore al fianco o a livello lombare spesso in caso di cistite è semplicemente un dolore riflesso o un dolore causato dall'assunzione di troppi liquidi in poco tempo, il che sovraccarica il rene di lavoro, provocando dolore.

“La sera sono arrivata a casa e ho cominciato a sentire un gran dolore nella zona lombare. (…) Con il dolore è tornata anche la paura: "saranno i reni" pensavo.. (il dolore si irradiava anche ai fianchi)? (...) e tutta una serie di pensieri senza costrutto. Mi era tornato anche un po' di peso e bruciore (giorni pre ovulazione). Temevo una pesante ricaduta. Ho dovuto aspettare mattina per fare lo stick e finalmente con la luce del giorno anche le paure si sono dissolte... come la nebbia mattutina. Lo stick era pulitissimo. Niente febbre. Mi sono tranquillizzata (…) Giornata avvolta nel pile. Le cose sono migliorate e lunedì sono andata in ufficio pronta ad affrontare una giornata difficile.”
Laura69 24/10/2012(cistite.info)

Consigli: bevi poco e spesso per non sovraccaricare i reni. Non superare i 3 litri al giorno. In caso di dolore renale o al fianco diminuisci sospendi l'idratazione massiccia e ricomincia quando il dolore sparisce, ma con una minore quantità di liquidi.

Tuttavia il dolore al fianco potrebbe non essere un banale riflesso algico, ma un sintomo di risalita dell'infezione a livello renale. Considera però che in caso di pielonefrite il dolore è spesso accompagnato da febbre piuttosto elevata ( intorno ai 39/40°), estrema spossatezza, nausea e vomito.

Consigli: leggi le caratteristiche di un'infezione renale e come curarla.

 

Dolori riflessi

Spesso oltre al dolore alle vie urinarie durante una cistite si avvertono dolori anche in altre parti del corpo: dolori alle gambe, dolori al fianco, dolori lombari, dolore clitorideo (clitoridodinia), dolore simili a quelli mestruali (dismenorrea). Questo avviene a causa delle nuove connessioni nervose che si formano dietro lo stimolo del NGF liberato dai mastociti (cellule infiammatorie). Il dolore viene così irradiato a zone diverse da quelle che l'hanno originato, per cui il dolore si estende all'utero, alla vescica, all'ano, alle gambe, senza che queste siano realmente compromesse. Questo fenomeno per cui il dolore viene avvertito in sedi diverse da quelle danneggiate, si chiama trigger point (se si tratta di un punto dolorifico) o trigger area (se è coinvolta un'intera zona).

“A me la cistite o quel che è dà spossatezza soprattutto e tanta voglia di coprirmi e stare al caldo. E' un po' come se mi fosse passato un tir su gambe e bacino.”
Dudu 25/04/2009 (cistite.info)

“escono poche gocce, con dolore lancinante che si irradia al ventre, alle gambe”
Claire 08/05/2010 (cistite.info)

“Credo anche che le continue cistiti mi abbiano "ipersensibilizzato" il clitoride... il mio ragazzo non mi può toccare senza che io faccia un salto di 3 metri”
Meowmeow 24/07/2012 (cistite.info)

Consigli: segui i nostri suggerimenti per trattamento dei trigger point

I dolori al clitoride o alla vulva potrebbero non essere dovuti alla cistite, ma ad una patologia che spesso viene scambiata per infezione alle vie urinarie: la vulvodinia.

“Io se faccio pressione su clitoride e orifizio uretrale sento un fastidio doloroso,che si diffonde poi in tutta la zona vulvare, se invece tocco lungo l'uretra da dentro nulla, tanto che la mia ginecologa mi ha detto che secondo lei non ho nulla in uretra!!”
Sere87 23/09/2009 (cistite.info)

Consigli: scopri come curare la vulvodinia.

 

Febbre

La reazione infiammatoria vescicale talvolta può far innalzare lievemente la temperatura corporea (poche linee sopra i 37°). La febbre infatti è un meccanismo di difesa sistemico (cioè che interessa tutto l'organismo), che subentra quando quello infiammatorio locale non è sufficiente a debellare l'infezione.

La febbre aumenta il battito cardiaco (che consente un maggior afflusso di sangue) ed il calore consente la vasodilatazione e quindi la fuoriuscita dai vasi sanguigni delle cellule difensive (i leucociti). Inoltre la febbre uccide molti batteri termolabili (che non resistono alle alte temperature).

Tuttavia se la febbre incrementa raggiungendo temperature attorno ai 39° bisogna sospettare un'infezione renale, soprattutto se questa iperpiressia (febbre molto alta) è accompagnata da astenia (stanchezza estrema), nausea e dolore lombare.

“Febbre oltre i 40, ricovero d'urgenza al pronto soccorso... infezione alle vie urinarie "hai le urine più inquinate del Gange", mi sento dire dalla simpatica infermiera che mi accoglie delirante al pronto soccorso. (...) Mi dimettono con prognosi di pielonefrite.”
Dharma 12/01/2011(cistite.info)

Consigli: in caso di febbre non allarmarti se resta al di sotto dei 38°. Qualora oltre alla febbre dovessero insorgere anche dolore al fianco, nausea e stanchezza rivolgiti subito al medico.

 

Perdita di urina

A causa della contrattura il muscolo pelvico non riesce più a lavorare correttamente e a trattenere efficacemente le urine. Inoltre l'alterazione neurologica locale manderà in tilt la funzionalità degli sfinteri urinari compromettendo la normale capacità di contenzione dell'urina.

“tra i vari sintomi a volte mi capita di avere perdita involontaria di urina.. qualcosa di insopportabile perché sembra me la stia facendo addosso”
Gattina1982 21/06/2012 (cistite.info)

“Mi spiego meglio: mi viene urgenza improvvisa ad urinare, se non vado subito non riesco a trattenere molto ed ho perdita di urina.”
Angelo77 30/10/2012 (cistite.info)

“il Dr Pesce sostiene che le perdite di urina sono dovute ai miei muscoli pubcoccigei,che contraendosi,strozzano l'uretra,provocandomi la perdita a gocce.Infatti noto che nei giorni in cui la contrattura si allenta,le perdite di urina spariscono.Mi ricordo che ogni volta che uscivo dal Prof,per la riabilitazione,mi sentivo più sciolta nell'urinare e non perdevo nemmeno mezza goccia.Ma appena il pavimento pelvico si ricontrae eccole che partono all'attacco.”
Pablita 16/03/2013 (cistite.info)

Consigli: per migliorare la capienza vescicale effettua regolarmente esercizi di Kegel reverse. Fondamentale è svuotarla regolarmente senza aspettare che sia eccessivamente piena. Più la vescica è piena e più il muscolo si sforza per trattenere l'urina e paradossalmente perde col tempo la capacità contrattile. E' possibile recuperare la funzionalità della muscolatura vescicale attraverso una specifica riabilitazione pelvica. Nel nostro forum puoi trovare la lista dei professionisti che si occupano di riabilitazione muscolare uro-genitale.

 

Nausea, vomito e diarrea

Nausea e vomito possono essere sintomi di infezione renale, sempre che ci siano anche gli altri classici sintomi della pielonefrite: febbre, astenia e dolore lombare. Più facile e frequente invece che i reni siano in perfetta salute e che si tratti semplicemente di un riflesso neurovegetativo scatenato dalla paura e dal dolore provati in corso di cistite acuta.

Ansia, spavento e dolore (soprattutto proveniente dagli organi cavi, come la vescica, lo stomaco, l'intestino) infatti stimolano il sistema parasimpatico, una parte del sistema nervoso, che attiva il centro del vomito e aumenta la peristalsi (i movimenti intestinali) provocando nausea, vomito e diarrea.

 

“Ogni volta che mi viene la cistite mi vengono subito 2-3 attacchi di diarrea e un bruciore che comprende uretra, vagina, perineo e ano.”
Alimari 01/05/2009 (cistite.info)

Consigli: per la nausea puoi mangiare dello zenzero, che ha un'ottima azione antiemetica (contro il vomito). Inoltre ha anche effetti antinfiammatori.

 

Ansia, panico e depressione

Quando il dolore diventa cosciente non soffre solo la parte dolente, ma viene coinvolto tutto l’organismo, psiche compresa. Purtroppo capita non di rado che la depressione venga vista da medici, amici e parenti come la causa di questa patologia (“E' tutto nella tua testa”). In realtà la depressione nasce in conseguenza del dolore prolungato e ripetuto. Solo in seguito diventa fattore incrementante del dolore stesso.

“liquidano tutto con...signora è stressata, e ci credo che sono stressata!!! provaci te a sentire un camion che ti passa nell'addome tutto il giorno, mentre ti spara fiamme e ti butta sul wc in preda alle coliche, e ora pure i morsi in vagina, voglio vedere se ti senti tanto tranquillo”
Stephanie 19/10/2010 (cistite.info)

 

Il messaggio dolorifico viene trasmesso anche al sistema limbico cerebrale, ovvero quella parte del cervello deputata alla regolazione delle emozioni. Questo sistema in fase acuta produrrà ansia, irrequietezza, angoscia e panico, sentimenti che atavicamente portavano l'individuo alla fuga dal pericolo e dalla fonte del dolore, alla ricerca della soluzione e quindi alla sopravvivenza. Il protrarsi della condizione dolorosa però trasforma questa ansia positiva in depressione, che provoca abbassamento della soglia del dolore, alterazioni neurofisiologiche e liberazione di sostanze che incrementano ulteriormente l'infiammazione e la sofferenza, aumentando così la focalizzazione dell'attenzione sulla malattia e producendo nuova depressione, in un circolo vizioso degenerante.

Per lo stesso motivo gli stimoli psico-sociali frustranti o stressanti peggiorano la sintomatologia, mentre quando l’attenzione viene distratta da forti stimoli diversi o da importanti motivazioni, la soglia del dolore si innalza. Quando sei felice, o quando sei impegnata in un'attività piacevole o importante, tenderai a sentire meno i tuoi dolori. Quando invece resti sola ed inattiva, la depressione aumenta e con essa anche i fastidi. Proprio per questo la sintomatologia peggiora nelle ore serali e nei week end, quando sono assenti gli impegni lavorativi che distolgono l'attenzione dall'organo malato e dai sentimenti depressivi (cosa comune a tutte le patologie croniche, vedi la cefalea da week end).

“Pessimismo...beh... Io arrivo non da 2-3 anni di cistiti, ma 15 anni. 15 anni. Dopo 15 anni di attacchi - alcuni dolorosissimi - esami, medicine, cure varie, ricoveri (…) sfido chiunque a restare positiva! Quando sto bene il danno psicologico non si fa sentire, quando sto male riparte il vortice della depressione nera. ”
Annette 18/03/2012 (cistite.info)

Consigli: quando dopo mesi o anni di recidive subentra uno stato di depressione può essere utile ricorrere ad un aiuto. Nel nostro forum, nello spazio "La psicologa risponde" è a tua disposizione la Dr.ssa Hulmer per aiutarti ad affrontare la situazione.
Non demonizzare gli antidepressivi: questi farmaci possono aiutarti sia a ridurre la depressione, sia a rimodulare i nervi danneggiati diminuendo la sintomatologia.
Se non vuoi assumere antidepressivi puoi ricorrere a sostanze naturali come l'iperico, la griffonia, la rhodiola e la plassiflora, oppure utilizzare integratori già pronti come Umorsan.

 

Il dolore cronico

In letteratura non si accenna ad alcuna differenza tra la sintomatologia provata in fase di cistite acuta e quella provata quando la cistite cronicizza (quella cioè che resta sempre presente anche tra un attacco e l'altro), dando per scontato che, sconfitti i batteri, la donna goda di perfetta salute urinaria.

....Ma magari!

Tra una cistite e l'altra avverti sempre gli strascichi di quella precedente. Maggiore sarà il numero di cistiti avute e più forti saranno questi sintomi.

Approfondimento: cronicizzazione della sintomatologia

 

Bibliografia

  1. “La percezione del dolore pelvico: fattori predittivi e implicazioni cliniche” A. Graziottin, Lettura magistrale, 56° Convegno della Società degli Urologi del Nord Italia (SUNI), Saint Vincent (AO), 25-27 ottobre 2007
  2. “Fisiologia del dolore” www.wikipedia.org
  3. “I leucotrieni (parte seconda)” G. Bartolozzi. . Medico e Bambino pagine elettroniche 2008; 11(3)
  4. http://www.medicoebambino.com/?id=OS0803_10.html
  5. “Manuale di chirurgia generale vol II” G. Fegiz, D. Marrano, U. Ruberti, Piccin 1996
  6. “Cronologia di una scoperta” R. L. Montalcini, 2009, Baldini Castoldi Dalai, pagg 99/104
  7. “Metodologia diagnostica: semeiotica medica e diagnosi differenziale” C. Sacchetti, Piccin 1991, pagg 136-144
  8. “Recenti acquisizioni in tema di neuropatie cutanee allodinie, vestibolodinia e fibromialgia“ C. Torresani, Università degli Studi di Parma
  9. “Il dolore” AIST (associazione italiana per lo studio della terapia del dolore e dell’ipnosi clinica)
  10. “Dalla lateralità emisferica ai neuroni specchio,un nuovo paradigma per la nuova ipnosi” C. Antonelli, M. Luchetti, acta anaesthesiologica italica vol.58 n. 4, 2007, La Garangola - Padova (pag.376 – 400)
  11. “Nonpharmacological and noninvasive Management of Pain: Phisical and Psycological Modalities” M. P. Brugnoli, A. Norsa, La Grafica Editrice. 2006
  12. "Malossini, S. Mazzoli, R. Bartoletti, 84°congresso nazionale SIU, Roma 23-26 ottobre 2011
  13. “Segni e sintomi della medicina d'emergenza” S. R. Votey, M. A. Davis, Elsevier Masson, 2008, pagg 39/40
  14. “Manuale Merck per medici” www.msd-italia.it/altre/geriatria/sez_12/sez12_100.html
  15. “Trattato di anatomia patologica clinica” M. Raso Vol II, Piccin, 1981, pag 371/379
  16. “Patologia medica” AA. VV: Piccin, 1989,, pag 188
  17. “Medicina interna sistematica” C. Rugarli, Elsevier 2010 , pag 917
  18. “Infezioni delle vie urinarie” A. Bartoloni, Clinica di Malattie Infettive e Tropicali, Università degli Studi di Firenze
  19. “Trattato di medicina interna” G. Crepaldi, A. Baritussio , Volume 3, Piccin, 2003, pagg 3605-3606

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