In letteratura non si accenna ad alcuna differenza tra la sintomatologia provata in fase di cistite acuta e quella provata in fase cronica (quella cioè che resta sempre presente anche tra un attacco e l'altro), dando per scontato che, sconfitti i batteri, la donna goda di perfetta salute urinaria.

....Ma magari!

Tra una cistite e l'altra avverti sempre gli strascichi di quella precedente. Maggiore sarà il numero di cistiti avute e più forti saranno questi sintomi.

La donna con cistite ricorrente raramente è totalmente libera dai sintomi, che, passata la dolorosissima fase acuta, restano sordi, subdoli, ma non per questo meno angoscianti. 8 anni fa ho somministrato un questionario a 100 donne. Delle 100 donne che hanno partecipato solo 3 dopo la fase acuta si dichiaravano completamente asintomatiche.

     cronicizzazione

Alcune testimonianze delle donne del Forum spiegano i loro sintomi.

“Ho sempre una sensazione di fastidio/bruciore perenne, 24 ore su 24! (…) mi sento come quando passa la fase acuta della cistite batterica, che hai appena preso l'antibiotico: il dolore fortissimo passa subito ma ti lascia questa sensazione di disagio e bruciorino uretrale con tanto di urgenza. (...)l'urinocoltura lontana da antibiotici è risultata negativa i valori tutti assenti, tutto nella norma”
Sere87 12/09/2009 (cistite.info)
“cistite, (...) ne ho avute altre 3 nell'arco di tre anni,(...),tutte risolte cn monuril senza ripercussioni (...). Poi, a fine ottobre ne ho un' altra, riprendo monuril, la fase acuta passa, ma poi ecco che inizia l'"incubo": fastidi post minzionali al livello dell'uretra ogni volta che faccio la pipì mi rimane una sorta di pesantezza, solletico, iper sensibilità nn so come definirlo, a volte ho come delle scosse che mi percorrono l'uretra.”
Camil 14/03/2013 (cistite.info)
“una volta finito l antibiotico e passata la fase acuta avvertivo e continuo ad avvertire sempre questa sensazione di pesantezza nel basso ventre e spesso sento la vescica piena e magari quando vado a fare pipì ne ho pochissima.”
Aranel 27/10/2011 (cistite.info)

Quando le ricadute si susseguono per lunghi periodi il dolore cambia da nocicettivo a neuropatico.

 

Dolore nocicettivo e dolore neuropatico

Il dolore nocicettivo è quello sviluppato dall'infiammazione acuta del tessuto, quindi dal danno vescicale e funziona come meccanismo di allarme affinché vengano presi provvedimenti atti alla sua risoluzione: assumere un farmaco, rivolgerti al medico, ecc. Inoltre ti impedisce di fornire ulteriori stimoli all'organo già infiammato (sesso, lavori pesanti, viaggi, …). E' quindi un dolore utile ed autoprotettivo. Se non ci fosse dolore tu non potresti accorgerti di avere il problema, continueresti ad irritare la vescica o la vagina ed il danno si espanderebbe pericolosamente.
Si può smorzare con i comuni antinfiammatori/antidolorifici. Di notte non si placa, poiché se un organo è infiammato lo è anche di notte.

Il dolore neuropatico è quello cronico, che si genera non nel tessuto (in vescica nel nostro caso), bensì nelle vie nervose più profonde, quindi sempre più indipendente da un reale danno periferico e dai fattori che lo hanno fatto insorgere. E' un dolore che si autoalimenta diventando la causa e la conseguenza di se stesso. Durante la notte tende a scomparire insieme alla disattivazione di buona parte dell'attività nervosa e cerebrale. Il dolore cronico viene definito anche “malattia del dolore” e viene diagnosticato quando persiste da almeno 6 mesi in maniera costante.
Non reagisce alle comuni terapie antidolorifiche/antinfiammatorie.

Il passaggio dal dolore acuto nocicettivo, al dolore cronico neuropatico è caratteristico di ogni patologia cronica dolorosa, sia essa in zona pelvica, sia essa in altra sede corporea.

Approfondimento: Il dolore neuropatico e la neuropatia pelvica

 

“Eh sì... lo conoscete più o meno tutte: fa lo str... anche con alcune di voi, lo so.
Ma per me ha una passione.
Si chiama Dolore Cronico.
Non so cosa, di me, lo faccia impazzire... so solo che ama possedermi.
Nel corpo ogni volta che può e nella mente ogni volta che glielo permetto.
Capita che lo assecondi... per sfinimento. Ma lui non si soddisfa mai. Torna. Sempre.
A volte riesco a convincerlo ad allontanarsi da me... a fargli capire che non sono la donna per lui.
Ma a volte non sono sicura nemmeno di questo perchè ogni volta che arriva e mi prende, è capace di minare ogni mia certezza.
La sua forza si fonda sulla mia debolezza.
E' un maledetto vampiro.
Eppure io conosco la mia forza d'animo. So che se ho un obiettivo, lo raggiungerò.
E questa parte di me lui ancora non la conosce bene...
Per questo ho deciso di scriverglielo. Perché sappia che il suo tempo sta per finire.
Ora inizia il MIO tempo!
Io voglio - e merito - una vita senza di lui.
Del suo amore non me ne faccio nulla: il suo amore è il mio dolore.
Non devo odiarlo. Né amarlo. Devo riservargli indifferenza.”
Laura69 17/09/2012 (cistite.info)

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