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Col termine “batteriuria asintomatica" si intende una condizione vescicale caratterizzata dalla presenza di batteri (confermata dall'urinocoltura) e dall'assenza di sintomatologia. E' piuttosto frequente in gravidanza, nella popolazione anziana, nei diabetici, negli incontinenti, in caso di calcoli o tumori urinari e negli utilizzatori di cateteri vescicali, ma è facilmente riscontrabile anche nelle donne fertili non gravide.

In caso di batteriuria asintomatica l'esame urine rileva la presenza di nitriti e l'assenza di leucociti (o una loro minima presenza). In questi casi è molto importante escludere che la presenza di batteri sia dovuta ad una contaminazione durante la raccolta del campione d'urina o alla sua manipolazione da parte del personale sanitario. Per avere tale certezza è opportuno ripetere l'esame colturale dopo 5 giorni dal precedente. Se la carica batterica è inferiore alla precedente e costituita da batteri diversi si è di fronte ad una contaminazione. Se è coinvolto lo stesso batterio e la carica è incrementata, c'è la possibilità che a breve si sviluppi sintomatologia. Se viene rilevato lo stesso batterio nella stessa quantità siamo davanti ad una reale batteriuria asintomatica presumibilmente innocua.

L'assenza di sintomi in presenza di batteri può dipendere da più fattori:

  • Difese efficaci. Le difese del tuo organismo sono in grado di tenere a bada l'infezione impedendo ai microrganismi di colonizzare le pareti della tua vescica. Di conseguenza non avrai né infiammazione, né i sintomi legati ad essa.
  • Batteri non patogeni. Un'altra possibile causa di asintomaticità è legata al tipo di batterio. Esso potrebbe non avere caratteristiche patogene, non essere in grado cioè di sviluppare malattia infettiva. Per esempio alcuni batteri non hanno capacità adesive. Non riuscendo ad attaccarsi alle pareti vescicali, non riescono a incrementare la loro colonia in quanto vengono espulsi col flusso urinario senza avere il tempo sufficiente a replicarsi. Hanno perciò capacità riproduttive (infatti la batteriuria è costante nel tempo), ma non adesive e quindi non patogene.
  • Cause neurologiche. Una patologia o un trauma a carico del sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) o periferico (nervi, terminazioni nervose e recettori) può alterare la sensibilità della vescica riducendo o bloccando gli stimoli dolorifici. Il dolore è assente perché non riesce ad essere percepito, ma in questo caso l'assenza di sintomi non può escludere la presenza di infiammazione e di patogenicità batterica.

Sono tantissime le persone asintomatiche che scoprono di avere batteri nelle urine solo attraverso esami di routine e che vengono poi trattate con antibiotici nel vano (e dannoso) tentativo di vedere questa carica eliminata. Infatti si può essere portatori di batteriuria asintomatica per mesi, per anni o per tutta la vita, senza mai sviluppare infiammazione, sintomi e danni.

“Nel 2008 io e il mio compagno decidiamo di avere un figlio, vado a parlare con la gine che mi da delle analisi da fare, urine comprese. Potete immaginare cosa ne uscì e.coli 1.000.000, nitriti-mucopus-tracce sangue PRESENTI!!!! e così subito antibiotici!!! ripeto questa trafila x circa 1 anno, girando tra ginecologa, medico di base e urologo...tutti mi riempono di antibiotici. IO NON AVEVO NESSUN SINTOMO!!!”
Lalla74 30/11/2010 (cistite.info)

Uno studio pubblicato il 5 ottobre 2000 sul New England Journal of Medicine, valutò per 6 mesi 796 donne sessualmente attive, non gravide e senza problemi o sintomi di cistite. Il 5% delle donne (una quarantina quindi) presentò nel tempo batteriuria asintomatica. Di queste, solo quattro svilupparono malattia sintomatica dopo una settimana dall'urinocoltura. Le altre 36 restarono asintomatiche.

Un recente studio italiano ha seguito per 12 mesi 673 donne con batteriuria asintomatica.

articolo

Metà delle donne furono trattate con antibiotici e metà non ricevette alcuna terapia. 98 donne trattate con antibiotici svilupparono recidive, contro 23 del gruppo non trattato. La qualità di vita nel corso dell'anno di valutazione fu nettamente superiore per le donne non trattate. Tra le 673 donne partecipanti allo studio solo 3 donne svilupparono pielonefrite: due nel gruppo sottoposto ad antibiotici e una nel gruppo opposto. Una curiosità: questo studio è stato premiato in Francia al 27° congresso annuale della Società di urologia europea (febbraio 2012) come miglior lavoro in campo urologico. In Italia, presentato nel 2011 al congresso nazionale SIU (Società Italiana di Urologia), è passato inosservato.

Questi studi mettono in evidenza che il nostro corpo è in grado di difendersi dai batteri presenti, che è difficile la trasformazione di una batteriuria sintomatica in cistite sintomatica e ancor più rara la trasformazione in pielonefrite. Questi studi inoltre dimostrano che la terapia antibiotica è sconsigliata non solo in quanto inutile (non c'è in realtà nessun pericolo contro cui combattere), ma soprattutto perché dannosa: può creare resistenze, alterare la flora batterica vaginale ed intestinale (che ci protegge dagli attacchi batterici) aumentando il rischio di contaminazione vescicale da parte di batteri realmente patogeni.

Di conseguenza la batteriuria asintomatica non va trattata (pena l'insorgenza di una reale cistite sintomatica) se non in casi particolari quali il trapianto renale.

“Una volta fra le varie analisi feci un urinocoltura, ma nessun mi disse che dovevo scartare il primo getto di pipì e che dovevo fare un bidè prima di raccogliere le urine. Fatto sta che furono positive all'e. coli, presi antibiotico. Poi altra urinocoltura, ancora antibiotico, tutto senza sintomi!
beh dopo il secondo antibiotico le cistiti mi vennero per davvero. Da li 10 mesi di cistiti, un mese si e uno no.”
Yaya 13/09/2012 (cistite.info)

Nel manuale Merck per medici si legge:

“Nella batteriuria asintomatica non trattata, i microrganismi (specialmente l’E. coli) perdono la loro virulenza e diventano estremamente sensibili all’effetto battericida del plasma umano normale. La presenza di grandi quantità di batteri nelle urine, pertanto, può esercitare un’azione protettiva contro la batteriuria sintomatica causata da ceppi microbici più virulenti.”

“Io non so bene come definirmi, nel senso che i batteri nelle urine ci sono ancora. Lo so perchè ogni tanto provo a fare lo stick e i nitriti sono presenti, ma non so quanti batteri ci sono perchè sono mesi che non faccio più un'urinocoltura. L'ultima volta erano 100.000. Praticamente niente rispetto ai 10.000.000 che avevo prima di prendere il mannosio.
Riguardo i sintomi invece, sono totalmente scomparsi ormai da mesi. (...)
Non ho più problemi con i rapporti e mangio di tutto. Vado in palestra, in piscina (acquagym, purtroppo non so nuotare) ed in bicicletta e non ho problemi.
Se non sono guarita, si è creata un'allegra convivenza con i miei escherichia coli. Viviamo insieme senza pestarci i piedi.”
Silvana 12/10/2010 (cistite.info)
“Non scrivo su questo forum da una vita, ma non passa giorno in cui non gli sia mentalmente riconoscente
Ad aprile cade l'anniversario della liberazione (non il 25, ma il 10, ultimo episodio di cistite!), da ben 3 anni MAI più avuto problemi. Sono da annoverare tra le guarite (gli escherichia non mollano, ne ho ancora qualche milione, ma zero leucociti e sono asintomatica). (…) sono una donna nuova, spensierata, senza menomazioni!
Tre anni meravigliosi e grazie a voi.”
Ross80 30/04/2013 (cistite.info)

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