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embrione
Scritto da Magda Galbiati


La fertilità può essere compromessa da patologie croniche pelviche, urologiche e ginecologiche (endometriosi, fibromi, cisti ovariche, vulvodinia, vestibolodinia, ipertono, neuropatie, dolore pelvico cronico). in caso di infertilità diventa necessario ricorrere alla procreazione medicalmente assistita (PMA) per riuscire a coronare il sogno di maternità.

La PMA può portare alla creazione di più embrioni che anche in Italia attualmente possono essere conservati secondo la sentenza 151/2009 della Corte Costituzionale che lascia al medico l’autonomia di stabilire il numero di ovociti “necessari” da utilizzare, in considerazione della situazione clinica dei pazienti.
Eventuali embrioni eccedenti potranno essere crioconservati per essere poi trasferiti in successivi cicli di trattamento. La crioconservazione consiste nel mantenere inalterati nel tempo gli embrioni attraverso bassissime temperature, di norma a −196 °C (punto di ebollizione dell'azoto liquido).

Il congelamento potrebbe diminuire la probabilità di sopravvivenza degli embrioni, in misura non preventivabile in quanto dipende dallo stadio di divisione cellulare e dalla qualità dell'embrione stesso.

La crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale (anche chiamata "social freezing") può essere definita anche come una terapia dell'infertilità futura. È l'applicazione delle tradizionali tecniche di crioconservazione dei gameti femminili (ovociti) per accedere successivamente alle procedure di procreazione medicalmente assistita qualora non si riesca a concepire in modo spontaneo.

È indicata e richiesta dalle donne che per motivi personali vogliono preservare la fertilità e ricercare una gravidanza più avanti nel tempo, quando possono subentrare delle difficoltà nel concepimento naturale per riduzione della fertilità. Inoltre la preservazione della fertilità viene proposta a quelle donne che devono sottoporsi a chemioterapia per un tumore o radioterapia della pelvi, o a cure e interventi demolitivi sugli annessi, che incideranno irreversibilmente sulla capacità riproduttiva. Infine è indicata anche in caso di familiarità per menopausa precoce.

Gli ovociti possono essere crioconservati per tutto il periodo desiderato, senza limiti di tempo.
La prestazione è a pagamento.
Allo scongelamento la sopravvivenza degli ovociti si aggira sul 70­-75%. Bisogna sempre effettuare una ICSI.
Non si può ovviamente garantire la gravidanza.

E' possibile criocongelare anche il liquido seminale maschile di pazienti a rischio di perdere la fertilità in caso di patologie o trattamenti medici come radioterapia, chemioterapia e cure antitumorali; pazienti con difficoltà nella raccolta del liquido seminale il giorno del pick up ovocitario, pazienti con gravi problemi di produzione dello sperma (dispermia) e in tutti i casi di assenza di spermatozoo (azoospermia), nei quali si rende necessario il recupero chirurgico degli spermatozoi direttamente dalle vie seminali.
Sebbene durante le fasi di congelamento e scongelamento si registra una perdita in termini di numero, vitalità e capacità fecondante degli spermatozoi, la resa di tale tecnica risulta generalmente buona.

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