Il dolore in fase acuta - nocicettivo

Il dolore è causato da 2 sostanze immesse nel tessuto (urinario o genitale) dai mastociti attivati dalla risposta infiammatoria: l'NGF (Nerv Growth Factor) e la sostanza P.
L'NGF aumenta la produzione di recettori dolorifici (chiamati nocicettori). Essi trasportano il messaggio dolorifico dal tessuto danneggiato al cervello rendendolo cosciente.
La sostanza P invece attiva questi nocicettori.

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Il dolore ha un ruolo difensivo in quanto ti permette di venire a conoscenza del fatto che il tuo organo sta subendo un danno e di conseguenza ti fa prendere provvedimenti per risolvere il problema: assumere un farmaco, rivolgerti al medico, evitare ulteriori stimoli all'organo già infiammato (sesso, lavori pesanti, viaggi, ecc). Se non ci fosse dolore (spesso riferito come "bruciore intimo") tu non potresti accorgerti di avere, per esempio, una cistite o un'infezione vaginale. Continueresti ad irritare la vescica o la vagina ed il danno si espanderebbe pericolosamente.
Messi in atto comportamenti finalizzati alla riparazione tissutale e risolte l'infiammazione e l'infezione, il dolore diminuisce fino a scomparire.

Se però il problema diventa ricorrente i mastociti ricevono un prolungato e ripetuto stimolo ad attivarsi per provocare l'infiammazione difensiva. Si sviluppa quindi un'iperattivazione mastocitaria e quindi una situazione di infiammazione costante che continua a liberare quelle sostanze, che in fase acuta servono a risolvere l'infezione, ma in fase cronica perdono ogni funzione benefica diventando dannose.

 

Il dolore cronico neuropatico

L'infiammazione costante e protratta nel tempo comporta una serie di alterazioni.

La sostanza P mantiene i recettori del dolore sempre attivi e quindi ipersensibili.

Il Nerve Grouth Factor forma terminazioni nervose dolorifiche sempre più estese, non solo a livello vescicale, ma lungo tutto il loro percorso fino al cervello provocando dolore in zone diverse da quelle in cui è sorto il problema (trigger points) coinvolgendo l'uretra (insorgenza di sindrome uretrale), la vescica (sindrome del dolore vescicale) la vagina (insorgenza di dispareunia), la vulva (insorgenza di vulvodinia), l'ano (anodinia), il clitoride (clitoridodinia), la pelvi (dolore pelvico cronico). La causa del dolore si sposta quindi dalle terminazioni nervose periferiche ai nervi più centrali e profondi diventando malattia del dolore, autoalimentante e indipendente da un reale danno nell'organo dolente, che appare in effetti perfettamente sano.

I leucotrieni liberati dai mastociti in seguito all'infiammazione stimolano la contrazione della muscolatura pelvica schiacciando i nervi che passano accanto o all'interno dei muscoli pelvici contratti, con peggioramento della trasmissione nervosa e della sintomatologia.

La depressione. Lo stato di stress protratto altera anche le funzioni del sistema limbico, sede delle emozioni, provocando depressione, che, unita alla paura anticipatoria del dolore, all'ansia e alla focalizzazione dell’attenzione sulla zona malata, compromette le vie nervose, abbassando ulteriormente la soglia del dolore e incrementando lo stato depressivo, in un circolo vizioso degenerante ed autoalimentante che trasformerà il dolore in malattia neuropatica autonoma.

Approfondimento: I fattori che provocano dolore neuropatico

 

Quali cure per il dolore neuropatico?

Il dolore neuropatico non reagisce alle comuni terapie antidolorifiche poiché i fattori che lo sostengono sono diversi dalle cause che l'hanno generato (l'infezione e l'infiammazione). Pertanto è inutile la (auto)somministrazione di antibiotici, antimicotici e antidolorifici (locali o sistemici) ostinandosi nella lotta contro infezioni inesistenti (o comunque non responsabili dei sintomi accusati).

Il dolore neuropatico va trattato con terapie che, come il sonno, riducano l'attività delle fibre nervose coinvolte e ne regolino l'attività. Questi farmaci vengono chiamati neuromodulatori e comprendono: anticonvulsivanti, antidepressivi, oppioidi, cannabinoidi.

Gli antidepressivi e gli anticonvulsivanti a basso dosaggio protratto per lunghi periodi ad esempio hanno azione antinevralgica (contro il dolore neurogeno), gli ansiolitici hanno azione prevalentemente miorilassante (rilassano la muscolatura).

Esistono in commercio integratori alimentari (Etinerv, Alanerv, ecc) che contengono sostanze antiossidanti dall' effetto regolatore sul sistema nervoso: vitamine del gruppo B (in particolare B6 e B12), acido alfa lipoico, acetil L-carnitina, zinco, selenio, acido nervonico, acido linoleico, ecc).

Le terapie fisiche sono importanti tanto quanto quelle farmacologiche nella cura del dolore neuropatico. Queste terapie comprendono:

Bibliografia

  1. “La percezione del dolore pelvico: fattori predittivi e implicazioni cliniche” A. Graziottin, Lettura magistrale, 56° Convegno della Società degli Urologi del Nord Italia (SUNI), Saint Vincent (AO), 25-27 ottobre 2007
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  9. “Dalla lateralità emisferica ai neuroni specchio,un nuovo paradigma per la nuova ipnosi” C. Antonelli, M. Luchetti, acta anaesthesiologica italica vol.58 n. 4, 2007, La Garangola - Padova (pag.376 – 400)
  10. “Nonpharmacological and noninvasive Management of Pain: Phisical and Psycological Modalities” M. P. Brugnoli, A. Norsa, La Grafica Editrice. 2006

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