I neuromodulatori sono utili e talvolta necessari nel trattamento del dolore cronico neuropatico e quindi nella vulvodinia, nel dolore pelvico cronico, nella cistite interstiziale.

La trasmissione del messaggio dolorifico in condizioni normali è inibita da alcune sostanze presenti nel nostro corpo chiamate neurotrasmettitori (Gaba, endorfine, encefaline, glicina, dinorfina, serotonina, norepinefrina). Essi riportano in stato non eccitato la membrana dei recettori dolorifici stimolata dalla sostanza P (sostanza prodotta dai mastociti durante l'infiammazione).

Nel dolore cronico vi è sia una diminuzione di questi nostri neurotrasmettitori inibitori del dolore, sia l'aumento dell'eccitabilità di membrana dei recettori dolorifici. Per regolarizzare la funzionalità di questi recettori saranno quindi necessari farmaci che simulino e incrementino l'azione di questi neurotrasmettitori antidolorifici.
Queste sostanze sono: gli antidepressivi, gli anticonvulsivanti, gli oppioidi, i cannabinoidi, le vitamine del gruppo B e alcuni integratori alimentari.

Quindi se il medico ti prescriverà questi farmaci non sarà perché ti considera ansiosa e ipocondriaca, ma perché è un medico aggiornato, che ha capito l'origine del tuo problema.

 

Antidepressivi

L’uso di antidepressivi è comune nel trattamento del dolore cronico neuropatico e quindi nella vulvodinia, nel dolore pelvico cronico, nella cistite interstiziale.

Gli antidepressivi più utilizzati sono gli antidepressivi triciclici e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina.

Gli antidepressivi triciclici come l'amitriptilina (Laroxyl), la nortriptilina (Noritren) e la desipramina (Nortimil) agiscono sia inibendo la trasmissione centrale, sia diminuendo la sensibilizzazione periferica.

Gli effetti collaterali sistemici ne limitano il dosaggio terapeutico: sedazione, secchezza delle fauci, costipazione, aumento di peso e ipotensione. A parità di efficacia la desipramina provoca meno effetti collaterali rispetto all’amitriptilina.

Il 60% delle donne vulvodiniche trattate con amitriptilina ha riscontrato una riduzione del dolore pari al 50%. L'amitriptilina può essere somministrata anche per via rettale o vaginale. Nella cistite interstiziale l'amitriptilina riduce dolore e frequenza in quanto stabilizza i mastociti, blocca i recettori H1 e quelli dell'acetilcolina, diminuendo gli spasmi muscolari e bloccando la trasmissione del messaggio dolorifico.

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SSNRI), come venlafaxina (Efexor) e duloxetina (Cymbalta, Efexor) hanno dimostrato efficacia terapeutica in quanto bloccano invece il segnale del dolore a livello del midollo spinale.
I primi benefici vengono avvertiti a partire dalla quarta settimana di trattamento.

 

Anticonvulsivanti/antiepilettici

I farmaci anticonvulsivanti/antiepilettici vengono utilizzati nel trattamento del dolore neuropatico in quanto inibiscono l’ipereccitabilità dei neuroni, modulano l'attività del neurotrasmettitore gamma-aminobutirrico (GABA) e riducono l’attività dei neurotrasmettitori eccitatori.

Il Gabapentin (Neurontin), è un farmaco antiepilettico strutturalmente simile al GABA. Si è dimostrato molto efficace nel trattamento del dolore neuropatico, nella vulvodinia generalizzata, nella vulvodinia localizzata e nella cistite interstiziale. Alcuni studi retrospettivi su un campione di donne vulvodiniche hanno evidenziato un’attenuazione del dolore pari anche all’80%.
Il Gabapentin presenta un profilo di tollerabilità molto interessante, per l’assenza di possibili interazioni farmacocinetiche. Gli effetti collaterali sono dose-dipendenti e rappresentati principalmente da atassia (incoordinazione motoria), sonnolenza, confusione, vertigini e aumento di peso.

Il Pregabalin (Lyrica) ha un'azione simile a quella del gabapentin. E' più potente, ma ha una reazione dose/risposta più facilmente controllabile.

Il Topiramato (Topamax) è un recente anticonvulsivo che ha dimostrato una certa efficacia nel dolore neuropatico. Inibisce la trasmissione del messaggio nervoso, rafforzando l’attività del GABA e riducendo l'attività eccitatoria.

Meno utilizzati per il dolore neuropatico: la carbamazepina (molto tossica richiede un monitoraggio continuo del Paziente durante l'assunzione), l’oxacarbamazepina (simile alla carbamazepina, ma è più tollerata), la dintoina (ha tossicità gastrointestinale e una elevata potenzialità di interazione farmacologia), il SodioValproato (antiepilettico di vecchia generazione, possiede numerose interazioni farmacologiche), la lamotrigina (ha tempi d'azione molto lenti ed è sensibile all’interazione con molti farmaci).

Gli anticonvulsivanti possono essere combinati con gli antidepressivi triciclici o con gli oppioidi, permettendo così dosaggi più bassi, riduzione degli effetti collaterali e migliore tolleranza.

Per evitare effetti collaterali significativi, la sospensione di questi farmaci deve essere lenta e graduale.

 

Oppioidi

Gli oppioidi sono farmaci antidolorifici che agiscono a livello del sistema nervoso centrale innalzando la soglia del dolore e riducendo l'ansia legata al dolore.

Possono avere origine naturale (derivati dall'oppio estratto dal papaver somniferum) o semisintetica. I primi comprendono: la codeina, la morfina e l’idromorfone. I secondi comprendono: la buprenorfina, il fentanile, il metadone, l’ossicodone ed il tramadolo.

I farmaci oppioidi possono anche essere classificati in base all'intensità dell'azione antidolorifica in oppioidi deboli (tramadolo e codeina) o forti (morfina, buprenorfina, fentanile, idromorfone, metadone e ossicodone).

La morfina può essere somministrata per via orale, per via endovenosa, per via sottocutanea, per via spinale o per via rettale.

La buprenorfina può essere assunta per via sublinguale o tramite cerotti.

Anche il fentanile è commercializzato in cerotti. Rispetto alla morfina induce meno stitichezza e minore sonnolenza diurna.

Il fentanile citrato è invece commercializzato nella formulazione orodispersibile utile in pazienti che presentano più volte nell’arco della giornata dolore intenso ma di breve durata.

L’idromorfone è in compresse a rilascio controllato.

Il metadone è un altro oppioide forte per utilizzo orale. Va utilizzato quando altri farmaci oppiodi si sono dimostrati inefficaci.

L’ossicodone ha efficacia simile alla morfina, ma minori disturbi cognitivi e nausea. La somministrazione dell’ossicodone è orale.

L'ipotesi di possibili alterazioni cognitive, di assuefazione e dipendenza in caso di assunzione di oppioidi a lungo termine limita il trattamento a casi estremamente selezionati. Tuttavia, a meno di storie precedenti di tossicodipendenza, gli oppioidi sono farmaci altamente sicuri e a basso rischio di sviluppare dipendenza se utilizzati sotto controllo medico.

Tutti gli oppioidi (in particolare l’ossicodone, la morfina e l’idromorfone) rallentano in maniera significativa la peristalsi intestinale favorendo la stipsi. Durante i primi giorni di assunzione possono essere presenti nausea, vertigini e sonnolenza.

Gli oppioidi possono essere prescritti in caso di malattie tumorali, reumatologiche, ossee, neuropatie e in tutti quei casi di dolore cronico non controllabile con i comuni trattamenti antidolorifici. A livello pelvico ha dimostrato efficacia sulla neuropatie, sulla vulvodinia e nella cistite interstiziale.

La sospensione va effettuata riducendo progressivamente i dosaggi fino ad arrivare alla sospensione.

 

Cannabinoidi

Anche i cannabinoidi possono agire sul dolore neuropatico. Il fumo di cannabis ha dimostrato di alleviare la neuropatia in più studi:

"Efficacy and adverse effects of medical marijuana for chronic noncancer pain"
("Efficacia ed effetti collaterali della marijuana medicale per il dolore cronico non oncologico")

"Cannabis for chronic pain"
("Cannabis per il dolore neuropatico")

I cannabinoidi sono ben tollerati e gli effetti collaterali sono leggeri (sonnolenza, vertigini, cefalea, secchezza delle fauci, stipsi, diarrea, mialgia, debolezza). Pochi i casi di effetti collaterali psichiatrici quali euforia e dissociazione. L’uso della cannabis è fortemente limitato a causa della possibile dipendenza e assuefazione, che potrebbe sviluppare in soggetti predisposti.

Nel forum abbiamo testimonianze di persone che fumando marjuana hanno visto la sintomatologia dolorosa neurologica scomparire o diminuire drasticamente.

Testimonianze
"Dal 2001 al 2009 ho fatto uso di cannabis, almeno una volta al giorno la sera prima di coricarmi. Usavo questa sostanza in sostituzione delle bombe chimiche per dormire. In quel periodo la sensazione di bruciore e gli spasmi in vescica che mi avevano martoriato precedentemente (anche quando le cistiti stavano diradandosi) era completamente scomparsa."
Giangori 07/09/2011 (Cistite.info)

Sono stati brevettati cannabinoidi di sintesi, ma sembrano avere minore efficacia e maggiori effetti collaterali rispetto ai derivati naturali, che agiscono non solo sul dolore, ma anche sulla depressione, sull'ansia e sull'insonnia.

 

Integratori naturali neuromodulanti

Nella pratica clinica si è visto che le vitamine del gruppo B, in particolare la B6 e la B12 (Dobetin), sono efficaci contro la neuropatia in quanto aumentano la disponibilità e l’efficacia degli inibitori della sensazione dolorosa, migliorano la velocità di conduzione nervosa e promuovono la rigenerazione della mielina e del nervo leso, riducendo l’iperalgesia (sensazione di forte dolore ad uno stimolo normalmente poco doloroso) e l'allodinia periferica (sensazione di dolore ad uno stimolo che normalmente non è doloroso).

La vitamina B12 esiste anche in alti dosaggi (Dobetin 500, 1000 e 5000 mcg/ml) previsti per iniezione intramuscolare. Nel nostro forum abbiamo numerose testimonianze di donne che, dietro consiglio medico, assumono queste fiale bevendole.

Esistono in commercio integratori alimentari (Etinerv, Alanerv, ecc) che oltre alla vitamina B contengono sostanze antiossidanti dall' effetto regolatore sul sistema nervoso: vitamine del gruppo B, acido alfa lipoico, acetil L-carnitina, zinco, selenio, acido nervonico, acido linoleico, ecc).

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