Spesso si sente nominare questa patologia con termini diversi: vulvodinia, vestibolodinia, vestibolite vulvare, sindrome vulvo-vestibolare. Per riuscire a fare chiarezza tra queste definizioni è necessario avere un'idea chiara dell'anatomia genitale femminile e dei termini.

 

Anatomia dei genitali femminili

La vulva è la parte genitale esterna, che comprende monte di Venere, grandi e piccole labbra, clitoride, orifizio uretrale, imene e perineo.
La zona racchiusa nelle piccole labbra ed esterna alla vagina è rivestita da una mucosa dal colore rossastro e dalla consistenza più delicata, chiamata vestibolo vulvare. Sul vestibolo sono presenti l'orifizio esterno dell'uretra e l'orifizio esterno della vagina. Sul vestibolo è presente una sottilissima linea di demarcazione, detta “linea di Hart”, che separa l'area mucosa vestibolare da quella pseudocutanea delle piccole labbra.

vulva

 

Approfondimento: anatomia della vulva

 

Vestibolite vulvare e vulvodinia

Fino a qualche decennio fa il dolore vulvare veniva definito vestibolite vulvare. Poiché il suffisso -ite indica un processo infiammatorio, il termine vestibolite vulvare implicherebbe la presenza di infiammazione del vestibolo vulvare, manifestazione che non sempre è presente in chi soffre di questa patologia. Molte volte infatti all'esame obiettivo non viene riscontrata alcuna alterazione visibile.

Così nel 2003 la società internazionale per lo studio delle malattie vulvovaginali (ISSVD) ridefinisce la patologia focalizzando l'attenzione sull'aspetto doloroso della sindrome attribuendole il termine "vulvodinia" (la parola greca “dinia” significa dolore). Definisce quindi la vulvodinia come un “disturbo o bruciore vulvare, in assenza di patologie visibili o di disfunzioni specifiche clinicamente identificabili”.

La vestibolite vulvare viene quindi “declassata” da patologia a sintomo, diventando un termine che esprime semplicemente un'infiammazione evidente del tessuto vulvare, che può essere dovuta a numerose possibili cause (dermatiti, dermatosi, neoplasie, ecc), tra cui anche (ma non necessariamente) la vulvodinia.

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Classificazione della vulvodinia

In base alla sintomatologia l'ISSVD suddivide la vulvodinia in due forme:

  • Vulvodinia localizzata (vestibolodinia, ossia “dolore vestibolare”, detta anche “sindrome vulvo-vestibolare”): il dolore è limitato alla sola regione vestibolare o a parti di essa.
  • Vulvodinia generalizzata (vulvodinia propriamente detta): il dolore generalizzato non si limita al vestibolo, ma si espande a tutta la vulva e talvolta al di fuori di essa.

In base all'insorgenza la vulvodinia si può classificare come

  • primaria (il dolore è presente fin dal primo contatto con lo stimolo irritativo - rapporto sessuale, inserimento di assorbente, applicazione di crema locale, ecc-)
  • secondaria (il dolore viene sviluppato dopo un periodo di stimoli ripetuti senza dolore).
Testimonianze dal forum
“Dunque iniziamo, io intanto soffro di vulvodinia, [...] il mio problema è iniziato dopo un rapporto sessuale, ero molto giovane ed inesperta, e come, dicevo dopo un rapporto mi è venuta una forte candida o qualcosa del genere, ma non mi sono preoccupata, ho aspettato anche vari giorni prima di andare dal ginecologo, ma credo fosse la seconda volta che vedevo un ginecologo, mi ha dato le solite cose e non mi sono più preoccupata. Da quel giorno lì non sono più stata bene, mi è rimasto anche se in maniera lieve un continuo bruciorino a livello vestibolare,prurito e solite cose, ma cosa potevo fare? allora internet non era così utilizzato , ero giovane e con pochi soldi, sine avevo parlato con mia mamma, ma anche lei non poteva farci niente, ha provato a farmi fare delle visite da altri ginecologi, ma per tutti non avevo niente [...] nel frattempo i dolori si sono accentuati,ma più che altro avevo un gran prurito al pube e molta sensibilità al tocco, e così inizia l'incubo.......”
Alupanel 23/11/2009 (cistite.info)

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