Esistono alcune patologie che provocano sensibilità della vulva (i genitali esterni) e fragilità delle mucose vulvari.
Queste patologie sono: la vulvodinia o vestibolodinia, le dermatosi, le dermatiti, le neuropatie pelviche e le contratture della muscolatura pubo-coccigea.

Per far fronte ai disturbi genitali causati da tale sensibilità/fragilità è utile mettere in atto alcuni importantissimi accorgimenti nella vita quotidiana.

 

Abbigliamento

Evitare perizoma, body, collant con cuciture al cavallo e pantaloni attillati, che provocano pressione costante contro il tessuto vulvare.

Evitare collant sintetici e biancheria intima sintetica, che aumentano calore e sudorazione locale e non lasciano traspirare la cute.

Evitare biancheria intima colorata. I tessuti colorati a contatto con la cute (soprattutto sudata) rilasciano piccole particelle di coloranti sulla superficie vulvare.

Dormire senza slip durante la notte per evitare pressioni vulvari almeno per 8 ore.

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Assorbenti

Utilizzare assorbenti in cotone (monouso o lavabili) evitando quelli sintetici, che non lasciano traspirare la cute e macerano le mucose. L'utilizzo degli assorbenti va limitato al massimo. L'aumento di temperatura e di umidità provocata dall'uso di assorbenti incrementa la sudorazione, la macerazione cutanea e l'assorbimento delle sostanze irritanti o allergizzanti. Una valida alternativa all'assorbente è l'uso di coppette mestruali.

Evitare l'uso di salvaslip. Il loro uso protratto provoca le condizioni responsabili dell'incremento delle stesse secrezioni per le quali vengono utilizzati.

 

Bagno/doccia

Durante la doccia evitare il contatto vulvare con lo shampoo e il docciaschiuma. In caso di bagno in vasca evitare il bagnoschiuma e lavarsi i capelli mentre l'acqua viene scaricata in modo da ridurne il tempo di contatto con la vulva. Sciacquarsi bene prima di uscire dalla vasca.

 

Igiene intima

Effettuare il bidet esclusivamente con acqua senza utilizzare il detergente intimo. Il detergente infatti aumenta la probabilità di sensibilizzazione e asporta le secrezioni fisiologiche, prima difesa contro gli attacchi esterni, microbici e non. Se proprio non si riesce a fare a meno del detergente utilizzarne uno molto delicato diluito con acqua. Per “togliersi il vizio” gradualmente, rabboccare con sola acqua il contenitore del detergente ogni volta che se ne usa circa un terzo.

Asciugarsi tamponando delicatamente con salviettine di cotone morbido lavato con detergenti delicati e senza ammorbidenti o meglio ancora con carta morbida monouso (tipo scottex).

Evitare lavande aggressive e frequenti e profumi.

Leggi le esperienze delle donne del forum con l'igiene intima.

 

Protezione vulvare

Il rinforzo della mucosa vulvare può essere ottenuto attraverso l'applicazione di creme a base di antiossidanti (come la vitamina A ed E che riepitelizzano le mucose), di creme emollienti (che idratano la mucosa e la rendono più elastica impedendone la rottura) e di creme barriera (che formano uno strato protettivo dagli agenti irritanti). Prova con Xanagel.

 

Rapporti sessuali

Ricorrere alla lubrificazione artificiale durante i rapporti sessuali (per evitare traumi sul vestibolo) e possibili cistiti post rapporto. Effettuare un bidet tiepido dopo i rapporti sessuali. Pretendere la collaborazione col partner che dovrà aumentare i preliminari (per consentire una maggiore eccitazione con conseguente lubrificazione naturale, rilassamento muscolare, apertura dell'introito vaginale, afflusso di sangue, liberazione di endorfine antidolorifiche e congestione attorno all'uretra, che farà da cuscinetto ammortizzante protettivo).

Leggi nel forum i lubrificanti consigliati.

 

Defecazione

Non trattenere le feci e regolarizzare l'intestino. Il nervo pudendo decorre parallelamente al retto; il ristagno fecale aumenta la massa presente nell'ampolla rettale, che andrà a comprimere il pudendo aumentando la sintomatologia.

Leggi nel forum i nostri consigli per risolvere la stitichezza.

 

Minzione

Per evitare che le sostanze irritanti presenti nelle urine o l'acidità urinaria stessa provochino bruciore in fase acuta si consiglia di urinare sotto il getto dell'acqua calda tenendo le grandi e piccole labbra allargate con le mani.

 

Sport

Evitare sport come bicicletta, spinning, cyclette, moto ed equitazione, che prevedono prolungata pressione sul tessuto vulvare.

Effettuare un bidet tiepido con sola acqua dopo aver sudato per eliminare il sudore irritante a livello vulvare.

Evitare gli sport che prevedono il rinforzo degli addominali (ginnastica addominale, pilates) in quanto incrementerebbero la contrattura pelvica.

Applicare sulla vulva uno strato protettivo di crema barriera emolliente prima di effettuare uno sport che preveda il contatto prolungato col sudore, col cloro della piscina, col sale del mare.

 

Postura

Evitare di stare a lungo sedute; la posizione seduta comprime il nervo pudendo e le sue diramazioni aumentando la sintomatologia. In caso fosse impossibile lavorare in piedi, sarà importante alzarsi ad intervalli frequenti e regolari per ridurre la compressione, utilizzare un cuscino a ciambella in modo da non far poggiare il sacro, non accavallare le gambe per non far pressione sulle mucose vulvari.

 

Dieta

Una premessa importante: nessuna donna affetta da vulvodinia è mai guarita per merito dell'alimentazione, come nessuna si è mai ammalata a causa di essa. Tuttavia la dieta può aiutare a ridurre la sintomatologia. L'efficacia terapeutica dell'alimentazione è soggettiva e non sempre lo stesso alimento peggiora la malattia in ogni donna. Ognuna infatti deve provare e valutare quali sono i cibi più irritanti (se ce ne sono) e scartarli solo dopo essersi accertate che siano realmente responsabili del peggioramento dei sintomi. Una volta scoperti tali alimenti non è necessario evitarli per sempre e totalmente. Bere molto dopo aver mangiato alimenti irritanti per esempio, diluisce la loro concentrazione in vescica rendendo l'urina meno (o per nulla) irritante. In generale gli ossalati contenuti negli alimenti, soprattutto in presenza di urina acida tendono ad aggregarsi in cristalli irritanti per le mucose vescicali, uretrali e vulvari. Importante quindi ridurre l'introduzione di cibi ricchi di ossalato (mirtilli, fragole, spinaci, melanzane, fagioli, patate dolci, sedano, cioccolato, crusca di grano, arachidi, te), alcalinizzare le urine attraverso l'uso di cibi (frutta e verdura) o integratori appositi. L'assunzione di citrati tramite cibi o integratori è in grado di alcalinizzare e contrastare la formazione di ossalato.

 

Testare ogni prodotto

Prima di utilizzare un nuovo cosmetico (crema, lubrificante, gel, o altro) testarlo su una piccola zona vulvare per qualche giorno per valutarne le eventuali reazioni. Non eliminarlo senza prima accertarsi che sia davvero necessario farlo. Solo se emergono reazioni di ipersensibilità o irritazione, varrà la pena di escluderlo dalla lista dei prodotti applicabili. Una volta stabilita questa lista si dovrà leggere attentamente l'etichetta relativa ai componenti riportata su ogni prodotto (INCI) per assicurarsi che non contenga le sostanze a cui si è sensibili. L'errore più comune a cui assisto è quello di generalizzare troppo ed esagerare con l'attenzione all'INCI col rischio di eliminare anche ciò che potrebbe invece essere benefico.

Nel caso un prodotto desse fastidio eliminarlo temporaneamente, ma riprovarlo dopo qualche settimana. Le sensibilizzazioni verso determinate sostanze non sono irreversibili e può darsi che l'applicazione di uno stesso prodotto fatta in momenti diversi esplichi effetti differenti. I mastociti infatti sono responsabili anche di reazioni allergiche in quanto liberano istamina. E' piuttosto comune infatti che durante la fase infiammatoria siano molti i prodotti che all'applicazione brucino. Pertanto è sconsigliabile l'applicazione di creme locali durante la fase acuta infiammatoria (a parte le creme che bloccano direttamente i mastociti) perché si potrebbero sviluppare sensibilizzazioni ed allergie ai principi attivi o a qualche componente del prodotto applicato. 

 

Contraccezione

Le terapie ormonali a base di estrogeno e/o progesterone alterano la flora batterica vaginale, alzano il ph e aumentano la secchezza vaginale. Tutto ciò ostacola la sopravvivenza dei lattobacilli benefici, favorisce il proliferare di patogeni (candida, batteri, virus, ecc) e l'insorgere di atrofia vaginale, vulvodinia e neuropatie genitali.

Importante quindi sostituire questi anticoncezionali con metodi contraccettivi naturali come il metodo sintotermico, i preservativi maschilie  femminili e gli apparecchi Babycomp.

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