La cistite interstiziale o sindrome del dolore vescicale è provocata dalla degenerazione del tessuto vescicale, che si assottiglia fino ad ulcerarsi.

Oltre alle terapie ufficiali esistono cure ancora in fase sperimentale, ma molto promettenti: l'ossigenoterapia iperbarica, i liposomi e i pessari vaginali.

 

Ossigenoterapia iperbarica - OTI

iperbaricoL’Ossigenoterapia iperbarica (OTI) è una terapia non invasiva basata sulla respirazione, attraverso una maschera, di ossigeno puro al 100% all’interno di una Camera Iperbarica, ossia una camera in cui è presente una pressione elevata.

Questa terapia permette la diffusione dell’ossigeno nel sangue con una concentrazione superiore anche dieci volte rispetto al normale. La pressione elevata fuori dal corpo del paziente consente all'ossigeno così concentrato di uscire dai vasi sanguigni (dove ce n'è troppo) per penetrare nei tessuti dove ce n'è meno, stimolando la formazione di nuovi vasi sanguigni e la ricrescita di tessuto sano, che andrà a riparare quello danneggiato.

L'OTI inoltre ha effetti antinfiammatori e antidolorifici, aumenta l’efficacia di eventuali antibiotici, migliora il sistema immunitario, stimola la secrezione di testosterone (negli uomini) e la cicatrizzazione delle lesioni.

La seduta dura 90 minuti ed è composta da 3 cicli da 20 minuti in cui si respira ossigeno intervallati da pause da 10 minuti in cui ci si toglie la maschera per respirare aria normale. 5 minuti iniziali e 5 minuti finali servono per pressurizzare/depressurizzare la camera.

Il protocollo per la cistite interstiziale prevede 30-40 sessioni terapeutiche quotidiane a 2,5 ATA (atmosfere, cioè la pressione presente a 15 mestri sotto il livello del mare).

Le casistiche sono ancora scarse e il trattamento iperbarico è ancora sperimentale, tuttavia i risultati sembrano promettenti.
In uno studio viene infatti riportato il miglioramento della frequenza, dell’urgenza e del dolore per periodi relativamente lunghi (15-24mesi), una buona tolleranza alla terapia e pochi (e lievi) effetti collaterali.

 

Liposomi

I liposomi sono micro-vescicole biocompatibili e non tossiche costituite da un doppio strato di fosfolipidi identici a quelli che costituiscono le membrane cellulari. La loro capacità di adagiarsi sulla superficie cellulare creando un film protettivo li rende utili nel favorire la riparazione dei tessuti lesionati.

Permettono inoltre di veicolare direttamente all’interno della cellula sostanze caricate all’interno del liposoma.

La somministrazione può essere sia orale che intravescicale.

In uno studio recente pazienti affetti da cistite interstiziale sono stati trattati con instillazioni intravescicali di liposomi. Dallo studio si è evinto non solo che l’istillazione dei liposomi non provoca effetti collaterali, quali peggioramento dei sintomi, incontinenza o infezioni, ma anche che l’instillazione bisettimanale permette di ottenere già ottimi risultati nelle prime 4 settimane, soprattutto se il trattamento inizia durante una fase di dolore acuto.
Purtroppo la mancanza di un controllo per l’effetto placebo e la piccola dimensione del campione studiato inficiano l’estendibilità dei risultati di tale studio. Tuttavia, i risultati suggeriscono che i liposomi potrebbero essere una valida opzione nel trattamento delle cistiti interstiziali e delle patologie con sofferenza vescicale grazie ai suoi effetti riparativi ed antiossidanti che migliorano dolore, frequenza ed urgenza.

 

Pessari vaginali

I pessari sono supporti che possono essere inseriti in vagina sia per sostenere gli organi pelvici, sia per veicolare localmente sostanze farmaceutiche di varia natura (vedi i contraccettivi intravaginali).

I pessari vaginali possono essere considerati alternative interessanti per il trattamento della BPS/CI poiché possono essere caricati con svariate sostanze attive (pentosano polifosfato, acido ialuronico, ecc), che verranno assorbite direttamente dalla parete vaginale (o rettale) o che esplicheranno una funzione locale riparativa, antinfiammatoria o antimicrobica.

I pessari vaginali, finora, sono stati testati per la veicolazione vaginale di poche sostanze ma sembrano offrire svariati vantaggi, primo fra tutti la possibilità di evitare effetti collaterali gastro-intestinali che alcuni composti inevitabilmente comportano.

 

Altre terapie

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