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La risonanza magnetica nucleare (RMN) è un esame diagnostico privo di effetti collaterali e con pochissime controindicazioni. Attraverso innocui campi magnetici permette di visualizzare  in sezioni orizzontali i tessuti molli e tessuti duri dell'intero corpo umano. Tra gli organi visualizzabili vi sono anche le vie urinarie e gli organi genitali.

 

 

Cos'è

La risonanza è nata nel 1976 ed ha subito negli anni numerose modifiche che l'hanno resa innocua e sempre più affidabile.

Sebbene venga spesso nominata come "nucleare", la risonanza magnetica non utilizza sostanze radioattive o di radiazioni ionizzanti (come nelle radiografie o nella Tac), ma sfrutta campi magnetici e onde a radiofrequenza come quelle utilizzate per la radio e la televisione.
Grazie ad un grosso magnete la risonanza produce onde magnetiche, che modificando l'orientamento degli atomi di idrogeno presenti nelle cellule, trasmette un messaggio energetico che viene letto e trascritto in immagini dal computer collegato. Ogni tipo di tessuto (osso, muscolo, tumore, nervi, legamenti, grasso, vasi sanguigni, liquidi, cartilagini, ecc) risponde a questo campo magnetico in maniera diversa e quindi trasmette al monitor un'immagine specifica.
L'effettuazione e l'interpretazione dell'immagine deve essere effettuata da un radiologo.

La risonanza magnetica fornisce immagini tridimensionali molto particolareggiate sia dei tessuti molli che dei tessuti duri. Questa caratteristica rende l'esame utile per la diagnosi di numerosissime patologie: tumori, traumi ortopedici, problemi intestinali, malattie cardiache, urologiche, pelviche, ecc.

Poiché il macchinario e la sua manutenzione sono estremamente costosi, non tutti gli ospedali e le cliniche private ne sono provvisti, pertanto per sottoporsi ad una risonanza i tempi di attesa sono piuttosto lunghi.

In caso di claustrofobia esiste la possibilità di effettuare una risonanza magnetica aperta. Al contrario della risonanza magnetica classica, che è un lungo cilindro, questa apparecchiatura  ha una forma a C, con la parte superiore aperta, caratteristica che consente al Paziente claustrofobico una maggiore serenità durante l'esame. Tuttavia fornisce immagini meno dettagliate rispetto alla risonanza magnetica classica.

 

A cosa serve

La risonanza magnetica serve a rilevare problematiche in numerosi distretti corporei.

A livello muscolo-scheletrico può rilevare danni alle articolazioni, alle ossea, alle cartilagini, alle vertebre e ai muscoli.
A livello del sistema nervoso consente la diagnosi di ictus, tumori cerebrali o del midollo spinale, morbo di Alzheimer, neuropatie, demenze ed epilessia.
A livello gastro-intestinale può rilevare tumori (allo stomaco, all'intestino o al pancreas) e malattie infiammatorie croniche dell'intestino.
A livello cardio-circolatorio e respiratorio valuta la salute della circolazione sanguigna, del cuore, dei bronchi e dei polmoni.
A livello uro-genitale le risonanze più moderne, oltre a rilevare tumori (ovarici, endometriali, prostatici, vescicali, ecc), cisti ovariche, varicocele pelvico, possono essere utili anche per la diagnosi di endometriosi, ipertono e neuropatia pelvica. Un recente studio del Dr Porru ha dimostrato che con la risonanza magnetica è possibile porre diagnosi di cistite interstiziale.

In caso ci fosse bisogno di immagini più particolareggiate dove il flusso sanguigno deve essere messo in risalto, è necessario utilizzare un mezzo di contrasto (gadolinio). Tale liquido viene iniettato nella vena del paziente e si distribuisce lungo tutto il circolo sanguigno mettendone in rilievo il percorso.

 

Preparazione

In caso di risonanza magnetica classica solitamente non sono previste particolari preparazioni e il Paziente può mangiare normalmente e assumere tutti i medicinali di cui fa uso.

In caso di risonanza magnetica con contrasto invece, il Paziente dovrà sottoporsi ad esami che ne attestino la salute di reni e fegato (deputati all'eliminazione del mezzo di contrasto) portando l'esito della creatinina ematica effettuata non più di 30 giorni prima dell'esame. Nelle 8 ore precedenti l'esame dovrà osservare un digiuno totale.

 

Come si Svolge

risonanza1Prima dell'esame il Paziente dovrà togliere orologi, gioielli, fermagli per capelli, lenti a contatto, protesi e indumenti con ganci o bottoni automatici, spille, chiusure lampo o altre parti metalliche. Talvolta è richiesto di eliminare anche il trucco. Solitamente il Paziente resta in abbigliamento intimo coperto da un camice monouso.

A questo punto si sdraia sul lettino, che scorrerà all'interno della macchina, un grande e profondo cilindro cavo, aperto in entrambe le estremità. Il diametro dell'apertura centrale può variare da 60 a 70 centimetri. Il Paziente viene invitato a restare immobile e rilassato per tutta la durata dell'esame.

L'esame è totalmente indolore (a parte l'eventuale introduzione dell'agocannula per l'iniezione del mezzo di contrasto). Gli unici fastidi avvertiti possono essere il forte rumore che produce la macchina (per il quali solitamente vengono forniti appositi tappi auricolari) e il senso di claustrofobia se si è predisposti a soffrirne (nei casi più gravi e nei bambini è possibile ricorrere ad una leggera sedazione).

Se durante l'esame si dovesse avvertire un senso di riscaldamento eccessivo in alcune parti del corpo, bisognerà segnalarlo agli operatori. Una leggera contrazione involontaria dei muscoli e una sensazione di pulsazioni è normale in quanto il campo magnetico, stimola le cellule nervose.

Anche se il Paziente è in una stanza diversa dal radiologo, i due in caso di necessità possono comunicare tramite un altoparlante di collegamento.

La durata dell'esame varia in base alle parti del corpo che si vogliono valutare. Potrebbe durare dai 15 ai 90 minuti.

Poiché durante l'esame non viene utilizzato alcun sedativo il Paziente può tornare a casa autonomamente subito dopo l'esame. In caso di somministrazione del mezzo di contrasto prima di lasciare l'ospedale potrebbe essere necessario attendere 1 o 2 ore dopo l'esame.

Il mezzo di contrasto viene eliminato tramite le urine nel giro di 24 ore.

I risultati dell'esame generalmente sono pronti in 3-4 giorni.

 

Controindicazioni

La risonanza magnetica (con e senza mezzo di contrasto) non può essere effettuata dai portatori di pacemaker o neuromodulatori poiché i campi magnetici potrebbero alterare il loro funzionamento. Anche chi ha oggetti metallici presenti nel corpo (clip chirurgiche, impianti metallici, protesi, chiodi, valvole cardiache, ecc) non può essere sottoposto a risonanza in quanto i campi magnetici prodotti dalla macchina potrebbero provocare il loro spostamento o il loro surriscaldamento.
Sebbene la risonanza non sia controindica in gravidanza, è consigliabile evitarla nelle prime 12 settimane, se non indispensabile e urgente.

Non tutti i Pazienti sono idonei a ricevere il mezzo di contrasto. Poiché questo deve essere eliminato dal corpo attraverso i reni e il fegato, se c'è una patologia renale o epatica l'esame non potrà essere effettuato. Il mezzo di contrasto inoltre non può essere iniettato in gravidanza e alle persone allergiche a questa sostanza.
In caso di allattamento nei giorni precedenti si dovrebbe raccogliere il latte necessario per le 24 ore successive all'indagine, da somministrare con il biberon per evitare il rischio che il neonato assuma il mezzo di contrasto attraverso il latte.

Poiché il lettino scorrevole non può sostenere pesi superiori ai 140/150 kg, i gravi obesi non possono effettuare una risonanza magnetica.

 

Complicazioni ed effetti collaterali

La risonanza magnetica è un esame indolore e innocuo, che in sè non comporta rischi.

In caso di tatuaggi effettuati con pigmenti metallici la zona tatuata potrebbe risultare irritata dopo l'esame.

E' possibile, seppur raro, che contraccettivi intrauterini come la spirale si spostino sotto l'effetto dei campi magnetici prodotti dalla macchina. Sarebbe utile pertanto valutare l'opportunità di eseguire un'ecografia di controllo, per accertarsi del corretto posizionamento e dell'efficacia contraccettiva della spirale.

Le reazioni più gravi possono essere provocate dal mezzo di contrasto. In caso di allergia verso il gaudolinio usato come mezzo di contrasto generalmente si manifesta prurito, nausea e vomito; lo shock anafilattico è raro, ma qualora dovesse manifestarsi il personale è preparato per farne fronte e ad intervenire tempestivamente.

Un'altra rarissima reazione al contrasto è la fibrosi nefrogenica sistemica.

Attualmente non ci sono dati che facciano sospettare possibili complicanze tardive post esame.

 

Bibliografia

  1. AIFA - Comunicazione di sicurezza - Mezzi di contrasto e rischiodi reazioni di ipersensibilità: richiamo alle precauzioni da adottare
  2. "Role of Diffusion-Weighted Magnetic Resonance Imaging in the Diagnosis of Bladder Pain Syndrome/Interstitial Cystitis", Porru Daniele 1 , Regina Cesare 2 , Oworae Howardson Bright 2 , Fiorello Nicolo 2 , Gardella Barbara 3 , Manzoni Federica 4 , Klersy Catherine 4 , Sala Maria Gabriella 5 , La Fianza Alfredo 5 , Ballerini Daniela 5 , Preda Lorenzo 5 , Simeone Claudio 6 , Spinillo Arsenio 3 , Jallous Hussein 2. Urology. 2020 Jul;141:55-59. doi: 10.1016/j.Urology.2020.03.019. Epub 2020 Apr 8.
  3. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/r/rm-risonanza-magnetica-esami-di-accertamento
  4. Risonanza magnetica (RM) nelle malattie neurologiche, Di Michael C. Levin MD, College of Medicine, University of Saskatchewan
    Ultima modifica dei contenuti dic 2018

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