Sebbene la menopausa non sia una malattia, essa provoca disturbi che possono essere alleviati o eliminati attraverso la somministrazione di estrogeno, che contemporaneamente previene lo sviluppo di patologie degenerative.

La terapia più utilizzata è la terapia ormonale sostitutiva (TOS), composta da estrogeni di sintesi o estrogeni estratti dalle urine di cavalle gravide. Questi ormoni però hanno struttura chimica diversa rispetto ai 3 estrogeni prodotti dalla donna (estriolo, estrone e estradiolo). Essendo molto più potenti rispetto ai nostri ormoni naturali possono provocare disturbi immediati (nausea, ritenzione idrica, tensione mammaria) e disturbi più tardivi più gravi (trombosi, ipertensione, tumore all'utero e al seno, infarto cardiaco, embolia, ictus cerebrale) come ha dimostrato un recente studio pubblicato sulla rivista JAMA nel 2002.

Approfondimenti:
La terapia ormonale sostitutiva

Un altro studio invece ha dimostrato che gli ormoni bioidentici riescono a colmare le carenze estrogeniche senza provocare gli spiacevoli effetti degli ormoni di sintesi.

L’applicazione vaginale di estriolo bioidentico, per esempio, migliora il nutrimento delle mucose uretrali e vescicali, incrementa il numero dei vasi sanguigni, migliora il nutrimento dei tessuti urinari, abbassa la soglia di sensibilità locale riducendo l’intensità dei sintomi urinari, regolarizza la capacità contrattile muscolare risolvendo la perdita di urina, riduce la secchezza vaginale, abbassa il ph consentendo l’aumento dei lattobacilli benefici, riduce i disturbi sessuali, i disturbi urinari (frequenza, urgenza, nicturia, tenesmo) e l’insorgenza di cistiti ed infezioni vaginali. L’applicazione di estriolo bioidentico in vagina non stimolando la crescita del tessuto mammario o uterino non aumenta il rischio di sviluppare carcinomi.

Gli estrogeni hanno effetti positivi non solo a livello uro-genitale, ma su ogni distretto. A livello muscolare, per esempio prevengono la sarcopenia (la perdita del muscolo) e l’osteoartrosi (l’infiammazione delle articolazioni) aumentando la densità ossea, mantenendo la salute dei legamenti e dei tendini, aumentando la massa muscolare e migliorando la trasmissione nervosa.

L’associazione estradiolo e progesterone bioidentici riduce le vampate di calore, i disturbi del sonno, la pressione arteriosa, l’ansia e la depressione, la perdita ossea, il colesterolo ed assicura un’elevata sicurezza (Sumino 2005-Scarabin2003-BMJ 2005-ESTHER STUDY 2006-Clavet 2006).

L’applicazione quotidiana di testosterone in crema a livello vulvare migliora il trofismo delle mucose vulvo-vaginali, la sensibilità clitoridea, l’eccitazione genitale e la qualità dell’orgasmo. L’applicazione vaginale riduce l’iperattività del muscolo vescicale (detrusore) riducendo urgenza e frequenza minzionale.

Approfondimenti:
Menopausa felice con ormoni bioidentici

Per ridurre i disturbi genitali ed urinari il trattamento deve comprendere anche una cura locale. La nostra associazione attraverso le esperienze riportate nel forum in questi anni ha accumulato molte testimonianze sulle varie cure locali utili in menopausa. Analizzando i vari risultati ottenuti abbiamo formulato un protocollo basato su prodotti e rimedi naturali che finora hanno dimostrato il miglior rapporto tra beneficio ed effetti collaterali. Il protocollo prende il nome dalla donna che per prima ha sperimentato la sequenza dei prodotti consigliati: Dada.

Approfondimento: il protocollo Dada.

Al posto degli ormoni (sintetici o bioidentici) è possibile utilizzare fitormoni, ossia ormoni assunti attraverso le piante. Seppur la loro azione sia molto inferiore a quella degli ormoni umani, di sintesi o bioidentici, in caso di sintomatologia non eccessiva possono essere un valido aiuto. Inoltre non incrementano il rischio di tumore mammario ed uterino, ma anzi proteggono questi tessuti da possibili carcinomi.
Le piante utilizzabili per ricostituire l’equilibrio tra estrogeni e progesterone sono: Angelica sinensis (o Don Quai), Cimicifuga racemosa, liquirizia, soia, semi di lino, bioflavonoidi (contenuti nella parte bianca della buccia degli agrumi, nelle ciliege, nei mirtilli, nei cereali integrali, nelle bucce dell’uva e nel trifoglio rosso), Agnocasto (vitex gnus-castus).

Approfondimento: le piante utili in menopausa

L’inserimento nella dieta di proteine ad alto valore biologico contrasta la perdita di massa muscolare (composta appunto da proteine). L’uovo è in assoluto l’alimento con la maggior percentuale di proteine ad alto valore biologico, seguito dalla carne e dal pesce. Una dieta iperproteica unita ad una regolare attività fisica quotidiana, oltre a prevenire la sarcopenia, ostacola anche l’accumulo di grasso, l’osteoporosi, i problemi cardio-vascolari e quelli cerebro-vascolari.

L’assunzione di vitamina D previene l’osteoporosi, l’iperparatiroidismo e la sarcopenia. La vitamina D aumenta il calcio disponibile, responsabile della buona contrattilità muscolare e promuove la formazione di nuove proteine contrattili migliorando la funzionalità muscolare. L’integrazione di calcio andrebbe fatta solo con la dieta (cibi ricchi di calcio) perché gli integratori possono aumentare il rischio di calcolosi renale. La vitamina D inoltre è neuroprotettiva.

L’osteoartrosi può essere prevenuta tramite la diminuzione del peso corporeo, la regolare attività fisica, la somministrazione di GAG per ricostituire la cartilagine (glucosamina e acido ialuronico) e, se necessarie, terapie sintomatologiche mediche (antinfiammatori, PEA, cortisone) e chirurgiche.

Utili a migliorare i disturbi della menopausa sono anche: la medicina cinese, l’acido alfa lipoico, la vitamina E (applicata in vagina tramite supposte apposite), l’inserimento nell’alimentazione di soia, magnesio, vitamina B, vitamina K, vitamina C, zinco, selenio.

 

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