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Vulvodynia is a syndrome characterised by a “vulvar discomfort or burning, in the absence of visible pathologies or clinically identifiable specific dysfunctions”. More often, this type of pain is described by women as "intimate burning."

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Although vulvodynia is quite common, it remains an under-recognised condition, and there are still few doctors who know how to identify and treat it. Find a professional capable of diagnosing and treating vulvodynia among the recommended professionals and those affiliated with the association.

Vulvodynia is a very common condition that primarily affects Caucasian and African-American women.
It is estimated that 12–15% of women are affected to varying degrees, and that 14 million women have experienced this type of disorder during their lifetime.

vulvodinia guida di autoaiuto
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Symptoms

Based on the symptoms, vulvodynia can be classified into two forms:

  • Localized vulvodynia (also called vestibulodynia or “vulvo-vestibular syndrome”)
    The pain is confined to the vestibular region or parts of it and is characterised by dyspareunia (pain during sexual intercourse), vulvar sensitivity (especially near the openings of the Bartholin and Skene glands, the vestibular fossa, and the clitoris), and local inflammation of varying degrees. This is by far the most common form of vulvodynia, affecting 80% of women with the condition. The onset age is predominantly during the fertile years. Symptoms experienced by the patient include: burning on pressure with the sensation of contact with a hot ember, feelings of irritation and abrasion, sensations of small vulvar cuts, dryness, prickling sensations, vulvar pulsations, stretching/tension sensations, stabbing pain at the beginning of intercourse, sensations of the hairs around the vulva being pulled, vulvar oedema (feeling of having a tube). The pain is predominantly provoked, meaning it occurs in response to an external stimulus.
  • Generalised vulvodynia (true vulvodynia)
    The pain is widespread, not limited to the vestibule, but extends across the entire vulva and sometimes beyond. It affects 20% of women with vulvodynia and often arises during perimenopause and menopause. The most common symptoms are burning, itching, tingling, and prickling sensations, with pain being less frequent. Dyspareunia is not as prominent as in vestibulodynia. Women feel pain on touching the vulva, which can radiate beyond the touched area to involve the urinary tract and the entire pelvic region. These symptoms are not as clearly defined as in vestibulodynia but are dull, deep, and diffuse. Their onset is almost always spontaneous, meaning not triggered by irritative stimuli, and the discomfort is continuous with brief remissions. Unlike vestibulodynia, itching—which may lead to typical scratch lesions—is often present, has a sudden onset, and appears seemingly unjustified. Visually, there are no signs of inflammation, abrasions, or mucosal ulcerations, and the tissue appears intact and healthy.

Il confine tra una forma e l'altra non è sempre così netto e la presenza dell'una non esclude la presenza dell'altra.

Approfondimento: i sintomi della vulvodinia e della vestibolodinia

 

Cause

L'origine della vulvodinia è a tutt'oggi incerta. Le ipotesi più condivise però vedono determinanti 3 cause nell'insorgenza della patologia: l'iperattivazione dei mastociti (soprattutto nella vestibolodinia), l'alterazione neurologica e la contrattura muscolare. Questi 3 fattori eziologici interagiscono e si influenzano a vicenda diventando causa e conseguenza dell'altro.

  • Iperattivazione mastocitaria
    I mastociti sono cellule presenti nei tessuti interni (vagina, uretra, vescica, naso, bocca, polmoni) che contengono delle vescicole, che dopo il contatto con l'agente nemico esterno si aprono  riversando il loro contenuto nel tessuto da difendere.
    Questi granuli contengono diverse molecole in grado di attivare l'infiammazione, ossia la normale ed efficace risposta difensiva all'attacco dell'agente estraneo, che termina con la neutralizzazione di quest'ultimo. Tuttavia se gli attacchi esterni sono frequenti e costanti (continue infezioni ed irritazioni), i mastociti diventano ipersensibili, rilascianno nei tessuti molte più sostanze infiammatorie di quelle necessarie e ciò porta ad una condizione in cui infiammazione e dolore persisteranno cronicamente anche in assenza di agenti estranei.
    Gli agenti irritanti che possono attivare e alimentare l'iperattività mastocitaria sono molti: infezioni, irritanti chimici (farmaci, creme, eccipienti, additivi, …), fattori meccanici (rapporti sessuali, introduzione di assorbenti interni, visita ginecologica, …), fattori ormonali, anticoncezionali estro-progestinici, ecc.

Approfondimento: Iperattivazione mastocitaria

  • Neuropatia
    In caso di dolore neuropatico la vulva sta bene e sembra perfetta, ma ciò che è malato è il sistema nervoso che trasporta le informazioni provenienti dalla vulva. In sostanza il dolore è presente anche senza un danno apparente e talvolta anche senza alcun fattore scatenante.
    E' un dolore che si autoalimenta diventando la causa e la conseguenza di se stesso. Il dolore neuropatico cronico viene definito anche “malattia del dolore”.
    Quando un organismo soffre per lungo tempo si instaura inoltre un quadro depressivo secondario, che compromette le vie nervose, abbassando ulteriormente la soglia del dolore.
    I fattori potenzialmente responsabili di neuropatia sono molteplici e talora simultanei: iperattivazione mastocitaria, infezioni da Herpes , traumi genitali, chirurgia vulvare, infezioni da HPV, contrattura muscolare pelvica.

Approfondimento: Alterazione neurologica

  • Contrattura muscolare
    La contrattura del muscolo pubo-coccigeo si instaura in seguito al rilascio dei leucotrieni da parte dei mastociti infiammatori.
    Questa contrattura comprime tutte le strutture che gli passano attraverso: uretra, introito vaginale, ano, arterie, vene e nervi. Il loro schiacciamento comporta: difficoltà minzionali, dispareunia, stipsi, mancato afflusso di ossigeno, accumulo di sostanze di scarto del metabolismo cellulare nei tessuti, dolore (vulvodinia, anodinia, stranguria).
    Il dolore stesso porta a contrattura del pavimento pelvico come meccanismo di difesa, che rende i tessuti pelvici più sofferenti ed il nervo pudendo sempre più infiammato. Ciò porterà ad un circolo vizioso di dolore- contrattura- dolore- contrattura.

Approfondimento: La contrattura pelvica

 

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