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Corpo e mente

scritto dalla dr.ssa Paola Ferrari (psicoterapeuta e sessuologa)

Nella tesi, dal titolo “Il corpo Non mente. Come mente e corpo si interfacciano nella fisiologia e nella patologia”, per il conseguimento del titolo di Sessuologo clinico per il Master di secondo livello in sessuologia clinica, si è voluto dimostrare il legame esistente tra la mente e il corpo sia nel raggiungimento del benessere sia nelle condizioni di malessere.
La tesi si articola in tre parti: una parte monografica intitolata “Mente e corpo amici e nemici nel percorso di PMA”, una parte clinica intitolata “Un caso di vaginismo” e una parte di intervento sessuologico pratico intitolata “Percorso formativo esperienziale di Gestione del dolore pelvico per l’Associazione Cistite.info”.

 

Mente e corpo amici e nemici nel percorso di PMA

Nella prima parte della tesi si evidenzia come nelle problematiche legate all’infertilità di coppia, il legame mente e corpo da un lato sia causa o conseguenza di maggiori difficoltà dall’altro possa aiutare nel migliorare clinicamente le situazioni e faciliti il raggiungimento di una gravidanza o comunque di un benessere psicofisico.
Per chi affronta la ricerca di una gravidanza tramite le Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita la relazione con il proprio corpo è spesso ambigua: il corpo è colpevole di non concedere la gravidanza ed è l’ “oggetto” medicalmente indagato, così, l’ansia, lo stress, i pensieri negativi e le emozioni difficili vanno ad incarnarsi nel corpo. Si innesca, in questo modo, un circolo vizioso che può far diminuire le possibilità di concepimento.

Aumentare la consapevolezza del legame tra mente e corpo può fare invertire questa tendenza negativa. Conoscere e applicare tecniche quali la visualizzazione positiva, il rilassamento profondo e la mindfulness può portare ad una maggiore preparazione psicofisica ad una eventuale gravidanza ed a una miglior gestione dello stress che l’infertilità comporta nella vita personale e di coppia, migliorando quindi le possibilità di una riuscita nelle tecniche di PMA.

 

Un caso di vaginismo

Nella seconda parte della tesi viene esposto un caso di vaginismo per evidenziare come questa problematica sessuale abbia cause e risoluzioni intrinsecamente legate al rapporto mente e corpo. Sono indagate le cause fisiche e psicologiche del disturbo della penetrazione e il collegamento con eventuali traumi vissuti. Si evidenzia come l’aspetto relazionale determina una risposta corporea: la fiducia nell’altro permette la possibilità di lasciarsi andare e rilassare ogni muscolo del corpo.

Viene ricostruita la mappa della sessualità come strumento che correla vissuti, stile educativo e storia famigliare a esperienze, percezioni e pensieri sulla sessualità. Importante per creare maggiore consapevolezza del legame mente e corpo è dedicare del tempo alla psico-educazione sulla vulva e la vagina, imparare a rilassarsi, praticare la ginnastica pelvica, costruire un programma di esplorazione del corpo e delle fantasie sessuali. L’ultima parte della terapia è dedicata all’utilizzo di dilatatori per la penetrazione fino alla possibilità di avere una penetrazione indolore durante i rapporti sessuali.

 

Percorso formativo esperienziale di Gestione del dolore pelvico per Cistite.info APS

Nella terza parte della tesi viene presentato il percorso formativo esperienziale di gestione del dolore pelvico svolto per le associate dell’Associazione Cistite.info. Il percorso formativo si prefigge come macro-obiettivo di sensibilizzare le donne che soffrono di dolore pelvico di varia natura all’ascolto di sé e, in particolare, il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  • imparare a riconoscere pensieri, emozioni e sensazioni corporee;
  • aumentare la consapevolezza nel riconoscere il dolore;
  • imparare a gestire il dolore; ridurre la percezione del dolore.

Il dolore è un’esperienza sensoriale complessa e multidimensionale nella quale la mente e il corpo non possono mai prescindere l’uno dall’altro ed è proprio in quest’ottica di connessione mente-corpo che il dolore viene concepito come oggetto dell’attenzione per imparare a “sentire” il dolore, a osservarlo, conoscerlo e riconoscerlo nella sua vera essenza. La percezione che si ha del dolore è condizionata inevitabilmente da diversi fattori. Le emozioni e i pensieri hanno un ruolo fondamentale nella percezione del dolore e, in tal senso, imparare a focalizzare la propria attenzione sul corpo, può essere di grande aiuto a differenziare innanzitutto la tensione dal dolore vero e proprio, ma anche a ridurre la percezione del dolore stesso. Per imparare a fare questo è necessario allenarsi costantemente a sentire il proprio corpo e a connettersi ad esso. La struttura volutamente stabile e ripetitiva degli incontri ha l’obiettivo di creare una sorta di routine che trasmetta serenità nella sua prevedibilità.

  • Prima parte: apertura con riflessioni e condivisioni sugli esercizi fatti in autonomia.
  • Seconda parte: spiegazione del tema dell’incontro con l’aiuto delle slide.
  • Terza parte: condivisione di dubbi e domande sulla spiegazione.
  • Quarta parte: preparazione all’esercizio pratico, svolgimento dell’esercizio, condivisioni sull’esercizio.
  • Quinta parte: commenti generali.

Alla fine del percorso quasi tutte le partecipanti hanno espresso la volontà di proseguire con un secondo livello. Segno questo di un reale interessamento verso la conoscenza di se stesse e della possibilità di migliorare il proprio benessere attraverso strumenti già presenti nella nostra mente e nel corpo.

In conclusione, si è voluto dimostrare che, accudire il proprio corpo con la mente e la propria mente con il corpo, aumenta le possibilità di raggiungere una buona salute psicofisica.

ATTENZIONE! Cistite.info propone contenuti a solo scopo informativo e divulgativo. Spiegando le patologie uro-genitali in modo comprensibile a tutti, con attenzione e rigore, in accordo con le conoscenze attuali, validate e riconosciute ufficialmente.
Le informazioni riportate in questo sito in nessun caso vogliono e possono costituire la formulazione di una diagnosi medica o sostituire una visita specialistica. I consigli riportati sono il frutto di un costante confronto tra donne affette da patologie urogenitali, che in nessun caso vogliono e possono sostituire la prescrizione di un trattamento o il rapporto diretto con il proprio medico curante. Si raccomanda pertanto di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio o indicazione riportata.

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