- Cos’è l’urinocoltura
- Cosa accade in laboratorio
- Risultati dell’urinocoltura
- Urinocoltura positiva senza sintomi
- Urinocoltura negativa con sintomi
- Quando è utile fare l’urinocoltura
- Microrganismi ricercati con l’urinocoltura
- Come raccogliere l’urina
- Conservazione del campione
- Urinocoltura e antibiotici
- Falsi positivi e falsi negativi
Che cosè l'urinocoltura?
L'urinocoltura è un esame microbiologico che permette di verificare se nelle urine sono presenti microrganismi capaci di crescere in coltura (un terreno apposito specifico per nutrire specifici ceppi batterici). Quando presenti l’urinocoltura consente di identificarli e quantificarne la crescita.
È uno degli esami più importanti quando si deve capire se sintomi urinari come bruciore, urgenza, aumento della frequenza delle minzioni, dolore o peso vescicale sono associati a una vera infezione delle vie urinarie.
Ma attenzione: urinocoltura positiva non significa automaticamente “cistite” e urinocoltura negativa non significa automaticamente che i sintomi non siano reali.
Il risultato deve sempre essere interpretato insieme ai sintomi, all'esame delle urine e al contesto clinico.
Questo è particolarmente importante nelle persone con sintomi urinari ricorrenti, perché non tutti i disturbi urinari sono provocati da un'infezione batterica. Sintomi molto simili possono comparire in presenza di infiammazione vescicale non infettiva, sindrome del dolore vescicale/cistite interstiziale, vulvodinia, ipertono del pavimento pelvico, neuropatie pelviche, atrofia vulvo-vaginale e altre condizioni.
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Cosa avviene in laboratorio?
Una volta consegnato il campione al laboratorio, che cosa succede all'interno del laboratorio analisi?
Il campione viene messo in condizioni che permettono agli eventuali microrganismi presenti di moltiplicarsi e formare colonie visibili.
Dal campione viene prelevata una quantità precisa di urina che viene seminata su appositi terreni di coltura, cioè materiali nutritivi che permettono ai batteri eventualmente presenti di crescere.
In parole semplici, è come mettere i microrganismi presenti nelle urine in un ambiente nel quale, se sono in grado di crescere, possono moltiplicarsi. Ogni terreno di coltura è specifico per specifici batteri.
Le piastre vengono inserite in un'incubatrice, dove vengono mantenute a temperatura e condizioni controllate.
Se nelle urine sono presenti microrganismi capaci di crescere nelle condizioni utilizzate, dopo un certo periodo iniziano a comparire delle colonie, cioè piccoli gruppi visibili di microrganismi.
Il laboratorio stima anche quanto è abbondante la crescita, esprimendola generalmente come UFC/mL, cioè unità formanti colonia in un millilitro di urina:
10.000 UFC/mL (10⁴ UFC/mL)
100.000 UFC/mL (10⁵ UFC/mL)
1.000.000 UFC/mL (106 UFC/mL) o oltre.
Il massimo che abbiamo visto nelle urinocolture delle nostre socie è stato di 50.000.000 UFC/mL!!
Il valore deve essere interpretato insieme ai sintomi, al tipo di microrganismo, alle modalità di raccolta e alle altre informazioni cliniche.
Se viene identificato un microrganismo clinicamente significativo, il laboratorio può eseguire anche l'antibiogramma, quando previsto.
L'antibiogramma serve a capire a quali antibiotici quel batterio è sensibile e a quali è resistente.
Se si vuole esclusivamente sapere se è presente una crescita batterica e quale microrganismo è stato trovato, si può chiedere al laboratorio di eseguire la sola urinocoltura, senza antibiogramma. I vantaggi sono un costo inferiore dell’esame e un tempo di attesa minore per avere il risultato.
Le modalità operative possono però cambiare da un laboratorio all'altro: alcuni laboratori possono eseguire automaticamente l’antibiogramma in caso di crescita, secondo protocolli interni o indicazioni mediche.
Approfondimento: l'antibiogramma
I risultati dell’urinocoltura
Quanti batteri devono esserci perché l'urinocoltura sia positiva?
Dopo l'incubazione possono verificarsi 3 situazioni.
- Nessuna crescita (risultato inferiore a 10.000 UFC/ml)
Se non vengono osservate colonie nelle condizioni utilizzate, il risultato può essere riportato come “nessuna crescita” o “urinocoltura negativa”. - Esito dubbio (risultato tra 10.000 e 100.000 UFC/ml)
Il risultato va valutato insieme a sintomi clinici e all’eventuale presenza di leucociti nelle urine. - Crescita di un microrganismo ( superiore a 100.000 UFC/ml)
Se compare una crescita significativa il laboratorio procede all'identificazione del microrganismo. Per esempio, può essere identificato Escherichia coli, uno dei batteri più frequentemente associati alle infezioni delle vie urinarie. - Crescita di più microrganismi
Se crescono contemporaneamente diversi microrganismi, il risultato può essere compatibile con una contaminazione del campione, soprattutto quando vengono rilevati batteri diversi in quantità modeste. In questi casi il laboratorio può riportare, per esempio, una “flora batterica mista” e può eventualmente consigliare di ripetere il prelievo.
Il valore soglia di riferimento di 100.000 UFC/mL (10⁵ UFC/mL) non deve essere trasformato in una soglia universale valida per tutte le persone e per tutte le situazioni.
Nelle donne con particolare sensibilità vescicale o con danni alle pareti vescicali (per essempio in caso di cistite interstiziale) possono essere clinicamente significative anche cariche batteriche inferiori, soprattutto in presenza di una sintomatologia compatibile. Alcune fonti riportano in questi casi come significative anche concentrazioni superiori a 10²-10³ UFC/mL.
Di contro, anche cariche superiori a 100.000 UFC/mL non indicano necessariamente una cistite: in assenza di sintomi possono rappresentare una batteriuria asintomatica.
Approfondimento: I batteri responsabili di cistite
Urinocoltura positiva senza sintomi
Un’urinocoltura positiva indica sempre una cistite?
No.
Si definisce infezione delle vie urinarie la presenza significativa di batteri accompagnata da una specifica sintomatologia clinica.
La presenza di batteri nelle urine senza sintomatologia quindi non è indice di infezione, ma può rappresentare:
1. una batteriuria asintomatica, quando i batteri sono presenti ma la persona non presenta sintomi attribuibili a un'infezione urinaria; si definisce batteriuria la presenza di più di 100000 batteri in assenza di sintomi significativi.
2. una contaminazione del campione, quando i microrganismi non provengono dalla vescica ma possono provenire dalla regione periuretrale, dalla cute, dall'area genitale o essere introdotti durante la raccolta o la manipolazione del campione. Batteri superiori a 1000 (103) ed inferiori a 10.000, soprattutto se appartenenti a ceppi diversi sono da considerare possibili inquinamenti d’urine "sterili"
La batteriuria asintomatica non equivale a cistite e, nella maggior parte delle persone, non deve essere ricercata né trattata. Esistono tuttavia situazioni particolari, come la gravidanza e alcune procedure urologiche, nelle quali il suo riconoscimento e la sua gestione hanno indicazioni specifiche.
Approfondimento: batteriuria asintomatica
Urinocoltura nagativa con sintomi
Perché l'urinocoltura è negativa anche se ci sono sintomi?
Una urinocoltura negativa in presenza di sintomi simili alla cistite non bisogna automaticamente concludere che l'urinocoltura abbia “sbagliato” e neppure che i sintomi non siano reali. La negatività può avere diverse spiegazioni:
- il disturbo non è provocato da un'infezione batterica, ma dall’infiammazione della vescica;
- il campione è stato raccolto o conservato in modo non corretto;
- la quantità di batteri presenti era troppo bassa per essere rilevata dalla metodica utilizzata;
- la minzione precedente è stata molto recente;
- è stata assunta una terapia antimicrobica durante o poco prima della raccolta;
- il microrganismo eventualmente responsabile non viene facilmente rilevato dalle normali condizioni di coltura;
- esistono altre cause di sintomi urinari che non dipendono da un'infezione batterica. [2,5,6]. Tra queste: cistite abatterica, sindrome del dolore vescicale/cistite interstiziale, vulvodinia e vestibolodinia, ipertono o disfunzione del pavimento pelvico, neuropatie pelviche, atrofia vulvo-vaginale, irritazioni locali, uretriti, lichen vulvare, ecc
Una urinocoltura negativa può quindi essere un'informazione diagnostica importante e indirizzare la ricerca verso cause diverse dall'infezione batterica.
Approfondimento: patologie confuse con la cistite
Quando eseguire l'urinocoltura
E’ sempre necessario eseguire l’urinocoltura?
Mentre nell’uomo in caso di cistite viene sempre effettuata l’urinocoltura in quanto si considera complicata ogni infezione urinaria, nella donna in caso di cistite acuta la diagnosi viene formulata sulla base dei soli sintomi. Non vi è generalmente indicazione ad eseguire l'urocoltura nella donna perché l'uso routinario dell'urocoltura prima della terapia antibiotica determina un aumento considerevole dei costi sanitari.
L'urinocoltura nella donna, secondo le linee guida EAU, è raccomandata solo se:
- i sintomi sono atipici;
- i sintomi non si risolvono;
- i sintomi ricompaiono dopo il trattamento;
- si verificano cistiti ricorrenti;
- esiste un rischio aumentato di microrganismi resistenti;
- è presente una gravidanza;
- si sospetta un'infezione sistemica o una pielonefrite.
Noi riteniamo invece che un’urinocoltura debba essere necessaria ogni volta che si presenta una sintomatologia urinaria (sia nell’uomo che nella donna) per una serie di motivi:
- può contribuire a distinguere un'infezione batterica da altre condizioni che possono simulare una cistite
- può contribuire a contrastare la resistenza batterica
- permette di prescrivere una terapia mirata che potrebbe prevenire recidive e cronicizzazione della cistite.
In caso non fosse possibile effettuare un’urinocoltura consigliamo di effettuare uno stick urine a domicilio, che può fornire importanti informazioni sullo stato della vescica e sulla presenza di batteri.
Approfondimento: lo stick urine
Urinocoltura: quali microrganismi vengono rilevati?
La normale urinocoltura permette di coltivare e identificare molti dei microrganismi responsabili delle infezioni urinarie. Tra quelli più frequentemente rilevati ci sono Escherichia coli, Klebsiella, Proteus, Enterococcus e Staphylococcus saprophyticus; possono essere isolati anche altri batteri, come Pseudomonas, Enterobacter, Citrobacter e Morganella.
La normale urinocoltura per germi comuni non ricerca anche i microrganismi responsabili delle infezioni sessualmente trasmesse o quelli che richiedono metodiche specifiche.
A seconda del patogeno che si vuole ricercare viene utilizzato il primo o il secondo getto di urina. Il primo getto nel caso di ricerca di germi comuni (I classici batteri responsabili di infezioni urinarie), mentre se si vogliono cercare patogeni responsabili di candida o infezioni sessualmente trasmesse va raccolto il primo getto di urina o effettuato un tampone uretrale, secondo le indicazioni del laboratorio, poiché alcuni di questi patogeni risiedono in uretra e non in vescica.
Chlamydia trachomatis, per esempio, viene ricercata principalmente con test molecolari (NAAT); nelle donne possono essere utilizzati un tampone vaginale/cervicale oppure un campione urinario appropriato.
Anche Neisseria gonorrhoeae richiede una ricerca specifica e non va confusa con la normale urinocoltura.
Anche la ricerca di Candida nelle urine (candiduria) non va confusa automaticamente con la normale urinocoltura. La candiduria può rappresentare contaminazione, colonizzazione o una vera infezione e il significato del risultato deve essere valutato in relazione ai sintomi e ai fattori di rischio.
Pertanto, se si desidera ricercare un microrganismo specifico, non basta chiedere genericamente “un'urinocoltura”: bisogna verificare con il medico o con il laboratorio quale esame sia indicato e quale campione debba essere raccolto.
Approfondimento: le malattie sessualmente trasmesse
Urinocoltura: come si raccoglie correttamente il campione?
La qualità dell'urinocoltura dipende anche dalla qualità del campione e dalla correttezza della raccolta. Una raccolta inadeguata può infatti aumentare il rischio di contaminazione e rendere più difficile l'interpretazione del risultato.
Primo getto o mitto intermedio?
Per la normale urinocoltura si utilizza generalmente un campione di mitto intermedio, cioè la parte centrale della minzione.
| Esame | Campione | A cosa serve |
| Normale urinocoltura per germi urinari comuni | Mitto intermedio | Ricerca e identificazione dei microrganismi che crescono in coltura |
| Ricerca di Chlamydia trachomatis | Primo getto di urina o tampone, secondo indicazione | Ricerca specifica di una MST |
| Ricerca di altri patogeni uretrali/MST | Dipende dal patogeno e dalla metodica | Richiede test specifici; non è la normale urinocoltura |
Ecco qualche consiglio per una raccolta corretta.
Ricordati sempre che il contenitore è sterile e che tutto l’interno di esso deve rimanere tale, tappo compreso.
E’ consigliabile raccogliere un campione dalla prima urina del mattino perché è più concentrata ed è rimasta più a lungo in vescica. Tuttavia, se i sintomi compaiono la sera o durante la notte, non è necessario aspettare obbligatoriamente il mattino, salvo diverse indicazioni del laboratorio o del medico.
Quindi:
- utilizza un contenitore sterile per urinocoltura;
- lava accuratamente le mani;
- detergi la zona genitale secondo le indicazioni del laboratorio rimuovendo accuratamente eventuali residui di detergente intimo (se utilizzato);
- svita il tappo evitando di toccare l'interno del contenitore e del tappo;
- appoggia il tappo con la parte interna rivolta verso l'alto in modo che l’interno del tappo non tocchi nulla di non sterile;
• Siediti sul water o sul bidet - inizia a urinare lasciando uscire il primo getto;
- posiziona il contenitore sterile 10 cm sotto il meato uretrale evitando che dita, pelle, peli o genitali tocchino l'interno del contenitore;
- senza interrompere la minzione, raccogli la parte intermedia direttamente nel contenitore;
- richiudi immediatamente il contenitore evitando di toccare la parte interna del tappo;
- consegnalo al laboratorio nel più breve tempo possibile.
L'obiettivo è ottenere un campione rappresentativo dell'urina proveniente dalle vie urinarie e il meno possibile contaminato dall'ambiente esterno.
Conservazione del campione
Quanto tempo può rimanere l'urina prima dell'urinocoltura?
Il campione dovrebbe essere consegnato al laboratorio analisi e processato il prima possibile.
A temperatura ambiente, il tempo dovrebbe essere ridotto al minimo: la proliferazione batterica può infatti proseguire nel contenitore e alterare la conta, compromettendo l'interpretazione della coltura.
L'ASM indica che, se il campione viene mantenuto a temperatura ambiente, dovrebbe essere processato entro circa 2 ore dalla raccolta. Se non è possibile, la conservazione in frigorifero a 4° può ritardare la consegna fino a circa 24 ore; i sistemi di trasporto con conservante a base di acido borico possono permettere una conservazione più lunga.
La revisione sistematica disponibile sottolinea tuttavia che la qualità complessiva dell'evidenza sui tempi di conservazione è limitata. È quindi sempre opportuno seguire le istruzioni del laboratorio che eseguirà l'esame.
Antibiotici e urinocoltura
Quando raccogliere il campione in caso di terapia antibiotica?
L’urinocoltura, quando possibile, dovrebbe essere eseguita prima di iniziare una terapia antibiotica, perché la presenza di antibiotici nelle urine può ridurre o impedire la crescita dei batteri in laboratorio e contribuire a un risultato falsamente negativo.
Il tempo necessario perché l'effetto della terapia non interferisca più con la coltura può variare in funzione dell'antibiotico, del microrganismo e della situazione clinica.
Se si è già iniziata una terapia, è importante segnalarlo al medico e al laboratorio.
Approfondimento: alternative naturali all’antibiotico
Falsi positivi e falsi negativi
A volte i risultati possono essere influenzati da diversi fattori, così possiamo avere risultati falsamente negativi su urine infette o risultati falsamente positivi su urine sterili.
Vediamo quando accade.
Falsi positivi
Una urinocoltura può risultare falsamente positiva o comunque difficilmente interpretabile quando:
- il campione è stato contaminato durante la raccolta;
- sono presenti microrganismi provenienti dalla regione periuretrale, dalla cute o dall'area genitale;
- il campione è stato conservato troppo a lungo a temperatura ambiente, consentendo la proliferazione batterica;
- si verificano errori nella manipolazione o nel processamento del campione.
Falsi negativi
Una urinocoltura può risultare falsamente negativa quando:
- la raccolta è avvenuta dopo un intervallo molto breve dalla minzione precedente;
- la terapia antibiotica era ancora in corso o era terminata da pochi giorni;
- la quantità di batteri presenti era inferiore alla soglia di rilevazione della metodica;
- le urine erano molto diluite;
- residui di detergente intimo antibatterico nel campione raccolto hanno ostacolato la proliferazione.
- il microrganismo non è stato rilevato dalle condizioni standard di coltura.
Domande frequenti sull'urinocoltura (FAQ)
Posso raccogliere l’urina di notte?
Sì. Se i sintomi compaiono di notte e non puoi consegnare immediatamente il campione, puoi raccoglierlo e conservarlo correttamente fino alla consegna, seguendo le indicazioni del laboratorio. La refrigerazione può consentire la conservazione del campione fino a circa 24 ore.
Devo necessariamente usare la prima urina del mattino?
No. Può essere utile, ma non è obbligatoria in ogni situazione.
Devo raccogliere il primo o il secondo getto?
Per la normale urinocoltura si raccoglie generalmente il mitto intermedio, cioè la parte centrale della minzione.
Posso fare l'urinocoltura mentre prendo antibiotici?
È possibile, ma l'antibiotico può impedire o ridurre la crescita dei batteri e rendere il risultato falsamente negativo. Quando possibile, il campione dovrebbe essere raccolto prima di iniziare la terapia.
Quante UFC/mL indicano una cistite?
Non esiste un unico valore valido per tutte le persone. Il classico valore di 100.000 UFC/mL non è una soglia universale; nelle donne con fragilità vescicale possono avere significato anche cariche inferiori.
Se l'urinocoltura è positiva ho sicuramente la cistite?
No. Occorre distinguere tra infezione sintomatica, batteriuria asintomatica e contaminazione.
Posso chiedere solo l'urinocoltura senza antibiogramma?
Sì, puoi chiedere al laboratorio se esegue la sola urinocoltura; le modalità possono variare.
Per cercare clamidia devo fare una normale urinocoltura?
No. Serve un test specifico, generalmente molecolare (NAAT), su un campione appropriato.
Per cercare ureaplasma o micoplasma basta l'urinocoltura?
Non necessariamente. La ricerca di microrganismi specifici richiede una richiesta e una metodica appropriate.
Cosa succede se non ho l’impegnativa?
In genere puoi consegnare l’urina senza l’impegnativa che puoi portare al ritiro del referto. Informati se anche presso il tuo laboratorio analisi è così. Puoi anche farti fare dal medico curante una serie di impegnative per l’urinocoltura senza data (che apporrai tu quando ti servirò). Inoltre munisciti di contenitori sterili da avere sempre a disposizione. Se spieghi in laboratorio analisi il tuo problema di recidive è possibile che te li diano gratuitamente.
Bibliografia
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- Bent S, Nallamothu BK, Simel DL, Fihn SD, Saint S. Does this woman have an acute uncomplicated urinary tract infection? JAMA. 2002;287(20):2701-2710.
(Per le soglie di batteriuria nelle donne sintomatiche, vedi anche la sintesi clinica AAFP: Diagnosis and Treatment of Acute Uncomplicated Cystitis. - Heytens S, De Sutter A, Coorevits L, et al. Women with symptoms of a urinary tract infection but a negative urine culture: PCR-based quantification of Escherichia coli suggests infection in most cases. Clinical Microbiology and Infection. 2017;23(9):647-652. doi:10.1016/j.cmi.2017.04.004.
- Price TK, Dune T, Hilt EE, et al. The Clinical Urine Culture: Enhanced Techniques Improve Detection of Clinically Relevant Microorganisms. Journal of Clinical Microbiology. 2016;54(5):1216-1222. doi:10.1128/JCM.00044-16.
- Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Sexually Transmitted Infections Treatment Guidelines: Chlamydial Infections. Diagnostic considerations and specimen collection.
- Hurlbut TA, Littenberg B. The diagnostic accuracy of rapid dipstick tests to predict urinary tract infection. American Journal of Clinical Pathology. 1991;96(5):582-588.
Per l'interpretazione di nitriti e leucocito-esterasi si veda anche: AAFP. Office-Based Urinalysis: A Comprehensive Review. 2022.
Avvertenza
Le informazioni di questo articolo hanno finalità informative e divulgative e non sostituiscono la valutazione del medico o del professionista sanitario. Le modalità di raccolta, conservazione e accettazione del campione possono variare tra i laboratori: in caso di dubbio è sempre opportuno attenersi alle istruzioni del laboratorio che eseguirà l'esame.












