colposcopia1

Cos'è

La parola colposcopia deriva dal greco kolpos (vagina) e skopeo (osservazione). Si tratta di un' indagine diagnostica effettuata attraverso uno strumento chiamato colposcopio.

Il colposcopio è una specie di microscopio che riesce ad ingrandire l'immagine del tessuto visionato fino a 40 volte. Il colposcopio emette un fascio luminoso che penetrerà nelle zone sane mentre verrà riflesso dalle zone lesionate mettendo così in rilievo zone infette, infiammate o degenerate, displasie e tumori. 

La vulvoscopia è l'equivalente della colposcopia, ma valuta vulva e perineo ed è parte integrante della colposcopia. L'equivalente maschile è chiamato peniscopia o episcopia.

 

Come si effettua

colposcopia 1 1404127007Viene chiesto alla donna di assumere una posizione ginecologica (con le gambe flesse e divaricate). Inizialmente col colposcopio viene esaminata la mucosa ed i tessuti di vulva (vulvoscopia) e perineo. Viene quindi inserito lo speculum per allargare la cavità vaginale e, previa rimozione di secrezioni e depositi, vengono esaminate anche vagina e cervice uterina.

In seguito viene applicato acido acetico al 3-5%, che mette in rilievo le lesioni sospette. Dopo 30-60 secondi dall'applicazione di acido acetico infatti le cellule con displasia o con infezione da HPV riflettono maggiormente la luce rendendo bianca l'area in cui si trovano. Quest'area viene chiamata “acetobianca”. In questo modo si riescono ad individuare anche le lesioni sub-cliniche meno evidenti ad occhio nudo.

A livello vulvare è preferibile non utilizzare acido acetico perché questa zona è estremamente reattiva a questa sostanza a causa di infiammazioni e irritazioni locali e ciò determinerebbe un alta percentuale di falsi positivi, a cui seguirebbero allarmismi e accanimento terapeutico.

Al termine di ciò viene effettuato il test di Shiller, che consiste nella colorazione delle mucose con soluzione di Lugol (iodio odurato). Il tessuto normale si colora di mogano bruno grazie al legame tra iodio e glicogeno presente nei tessuti sani. 

L'esame di norma è indolore, non invasivo, non traumatico, non prevede anestesia, dura 10-15 minuti e può tranquillamente essere prescritto in gravidanza.

Contestualmente alla colposcopia può essere effettuata una biopsia per valutare la malignità della lesione apparsa al colposcopio. La biopsia è indicata in caso di paptest positivo a L-SIL, H-SIL, AS-CUS, ASC-H e AG-CUS.

 

Come si interpreta

Il quadro che può apparire al colposcopio dopo applicazione di acido acetico può essere:

  • epitelio bianco (un'area bianca dai margini netti)
  • mosaico (piccole aree bianche vicine separate da capillari)
  • puntato (area bianca ricca di puntini rossi che rappresentano le papille)
  • vasi atipici ( vasi sanguigni irregolari).

Dopo l'applicazione di soluzione di Lugol invece possiamo avere i seguenti quadri:

  • ANTZ 0 se il tessuto appare normale 
  • ANTZ 1 se il tessuto avrà una leggera alterazione e apparirà a puntini regolari o a mosaico regolare con zone bianche alterate a zone brune
  • ANTZ 2 se il tessuto avrà gravi alterazioni e apparirà a mosaico irregolare o a puntini irregolari

 In caso di AINTZ1 è molto probabile che la lesione scompaia spontaneamente; in presenza di AINTZ2 di solito si procede all'intervento chirurgico.

Inoltre la colposcopia può diagnosticare la presenza di condilomi ed ectopie (comunemente detta "piaghetta").

 

Quando si effettua

La colposcopia si effettua al di fuori della fase mestruale, meglio se a metà ciclo.

E' preferibile non effettuare l'esame in caso di infiammazione o infezione vaginale poichè il risultato non potrà essere affidabile.

Nella donna in menopausa può essere eseguita in qualsiasi momento.

Nelle 24 ore precedenti l'esame evitare i rapporti sessuali, l'uso di tamponi, pessari, creme o lavande vaginali.

 

Effetti collaterali

È possibile avvertire formicolio, leggero fastidio o un lieve bruciore al momento dell'applicazione dell'acido acetico o delle soluzioni iodate.

In caso di biopsia si può percepire una piccola puntura.

Dopo l'esame possono esserci perdite vaginali scure o piccole perdite di sangue che in genere si arrestano spontaneamente.

Una vaga sensazione di fastidio o bruciore può persistere anche per una settimana.

È bene invece rivolgersi al medico nel caso in cui si verificassero perdite di sangue importanti, febbre alta con brividi o forti dolori addominali.

Evitare rapporti sessuali, bagni caldi ed assorbenti interni nella settimana successiva all'eventuale biopsia.