Cos'é

L'HPV è un virus in grado di infettare le mucose genitali creando lesioni potenzialmente cancerogene.
La tipizzazione del DNA virale (HPV-DNA test) è un esame bio-molecolare che va a ricercare il DNA dell' HPV presente nelle cellule prelevate per stabilire il tipo di HPV coinvolto e la sua malignità, ossia la sua capacità alta, media o bassa di sviluppare carcinoma.

citobrush1 800x600 2

 

Come si esegue

Dopo aver fatto assumere alla donna la posizione ginecologica (gambe flesse e divaricate), viene introdotto uno speculum in vagina, attraverso il quale viene inserito uno spazzolino (cito-brush) con cui vengono prelevate cellule dal tessuto vulvare, vaginale e cervicale. Le cellule prelevate verranno poi inviate al laboratorio per l'analisi.

Nelle 24/48 ore prima dell'esame evitare i rapporti, le lavande vaginali, i farmaci per uso vaginale, gli spermicidi o i lubrificanti.
E' consigliabile eseguire l’esame lontano dai giorni di mestruazione.

L'esame non è doloroso e non ha complicanze, se non un possibile leggero sanguinamento nei giorni successivi al prelievo del campione. In caso si verificassero effetti diversi dal leggero sanguinamento è necessario riferirlo al medico.

La ricerca del DNA-HPV può essere effettuata anche su campioni di urine e di sperma, ciò è utile specialmente in presenza di disturbi urinari.

 

Come si interpreta il risultato

Il referto di questo esame puà essere positivo o negativo.

Esito negativo
Indica che il virus responsabile del contagio è un HPV a basso rischio tumorale e quindi non sarà necessario alcun approfondimento ulteriore.

Esito positivo
Indica che il DNA che è stato trovato nelle cellule prelevate appartiene ad un tipo di HPV potenzialmente cancerogeno (16, 18, 31, 30, 32, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 53, 56, 58, 59, 68).
Attenzione!
Ciò non indica la presenza di un tumore, ma solo la possibilità (statisticamente piuttosto bassa) che in futuro si possa sviluppare. Se il Pap test non evidenzia alcuna lesione sarà sufficiente tenere controllata la situazione ogni anno per assicurarsi che nel tempo non avvenga una trasformazione cellulare. Se il Pap test invece rileva una displasia di basso grado (L-SIL) ci si dovrà sottoporre ad ulteriori controlli ogni 6 mesi. In caso di displasia grave (H-SIL) verrà proposto l'intervento chirurgico.
E' bene sapere che anche in presenza di positività il rischio tumorale è molto basso (1% di tutte le infezioni da HPV) poiché la maggior parte delle infezioni e delle lesioni da HPV guarisce nel giro di qualche mese o qualche anno. Inoltre, laddove dovesse svilupparsi una displasia, la trasformazione verso il carcinoma sarà così lenta che si potrà intervenire in tempo con una prognosi estremamente favorevole.

 

Quando si esegue

In alcune regioni, per ovviare al problema della poca affidabilità del Pap test viene associato l'HPV-DNA test. Alcune correnti di pensiero suggeriscono di utilizzare questo test come screening al posto (o insieme) al Pap-test. La fazione opposta (alla quale mi associo) risponde evidenziandone i lati negativi: è un esame costoso e complesso, rileva solo la presenza di hpv, ma non quella di lesioni a rischio e poiché il 60% delle donne sono entrate in contatto col virus, sarebbero tantissimi gli esiti positivi e si creerebbe un inutile allarmismo generale. Ciò comporterebbe accanimento diagnostico e terapeutico, inutili colposcopie e biopsie, stress per la donna, abuso chirurgico/terapeutico su tessuti sanii e aumento delle complicanze postoperatorie.

Considerato che solo una piccolissima percentuale delle donne infette svilupperà carcinoma e che questo sviluppo sarà molto lento, si ritiene più sensato utilizzare per lo screening il semplice Pap-test che rileverebbe esclusivamente le lesioni displasiche con reale rischio di mutazione tumorale, avvalendosi del supporto della tipizzazione solo in caso di positività del Pap-test, di risultato dubbio, di lesioni (SIL) che non guariscono in 6 mesi, per capire se è coinvolto un HPV ad alto rischio (e quindi è meglio procedere con la terapia chirurgica), oppure si tratta di HPV non cancerogeni e si può quindi attendere la guarigione spontanea vigilando regolarmente sullo stato della lesione.

Articoli correlati