Le infezioni vaginali possono essere provocate da microrganismi provenienti dal nostro stesso organismo (dall'intestino o dalla stessa vagina) o da microrganismi che provengono dall'esterno.

 

Microrganismi provenienti dal nostro organismo

Le infezioni provocate da microrganismi già presenti nel nostro organismo vengono distinte in 4 tipi:

  • le vaginiti aerobiche, tutte le infezioni causate da batteri aerobi di origine prevalentemente intestinale
  • le vaginosi batteriche anaerobiche, le infezioni vaginali più frequenti rappresentate dall'aumento della flora batterica anaerobia di provenienza vaginale
  • le micosi da candida, un microrganismo innocuo presente normalmente nel nostro corpo che in presenza di fattori predisponenti cambia forma e diventa patogeno
  • la citolisi, l'eccesso di lattobacilli di Doderlein può alterare il normale equilibrio vaginale che diventa troppo acido danneggiando le cellule delle mucose.

Non si tratta di infezioni vere e proprie, ma di una colonizzazione eccessiva di microrganismi normalmente presenti in vagina, in cui il rapporto di 1/10 tra patogeni e lattobacilli si innalza fino ad invertirsi in favore dei primi.

 

Microrganismi provenienti dall'esterno

Si tratta di germi non presenti nel nostro organismo e che vengono trasmessi attraverso rapporti sessuali con la persona infetta. Per tale motivo queste infezioni vengono definite malattie sessualmente trasmesse (MST). Esse possono essere virali (herpes virus, hpv), batteriche (Chlamydia trachomatis, gonorrhoeae) o causate da protozoi (thricomonas vaginalis).

Alcune MST sono provocate da microrganismi che usano gli organi sessuali solo come strumenti per penetrare nel corpo umano senza provocare danni locali a livello genitale, ma in altre sedi (AIDS, epatite B e C).

La micosi da candida e l'infezione da micoplasmi/ureaplasma non sono malattie sessualmente trasmesse in quanto si tratta di microrganismi già presenti nella normale flora batterica vaginale e che quindi non hanno bisogno del vettore uomo perché avvenga il contagio.

L'infezione vaginale più comune è la vaginosi batterica, seguita dalla micosi da candida, dalla vaginite aerobica e infine dalle infezioni sessualmente trasmesse.

 

Sedi d'infezione e sintomi

I patogeni possono aggredire le mucose vulvari, vaginali, cervicali e/o uterine provocando bruciore intimo (ossia vulvare e/o vaginale), dispareunia, prurito intimo e perdite (non più chiare e trasparenti come di norma, ma grigiastre, bianche o gialle). Spesso l'infezione coinvolge anche l'ultima parte dell'uretra (quella verso l'esterno) e le ghiandole parauretrali dando una sintomatologia più simile a quella dovuta alla cistite, più che all'infezione vaginale: bruciore alla minzione, sensazione di mancato svuotamento, urgenza, frequenza.

Dal meato uretrale l'infezione può risalire attraverso l'uretra fino alla vescica dando origine ad una reale cistite. In questi casi purtroppo viene curata solo la cistite con antibiotici che spesso peggiorano il problema infettivo vaginale. Perdurando lo squilibrio vaginale (incrementato dall'antibiotico stesso) e quindi il serbatoio batterico genitale, aumenteranno le condizioni favorevoli allo sviluppo di ulteriori cistiti e vaginiti.

Davanti ad infezioni vescicali ricorrenti pertanto è indispensabile analizzare anche la situazione genitale per escludere che l'origine di questa cronicità sia dovuta ad un'alterazione della flora batterica vaginale.

Importante allora effettuare un tampone vaginale che ricerchi il valore del ph e la quantità di lattobacilli presenti.