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In nostro corpo produce continuamente sostanze acide, che devono necessariamente essere neutralizzate con l'alimentazione. Se si eccede a lungo con un’alimentazione acidificante, l’organismo non è più in grado di neutralizzare il carico acido. Il pH urinario ci può fornire indicazioni su quanti acidi stiamo eliminando e quindi sull'acidità del nostro corpo. Se i valori del pH urinario risultano ripetutamente acidi è fondamentale correggere l'acidità tissutale assumendo alimenti ricchi di sali minerali alcalinizzanti

 

 

TABELLA ACIDITARicevi la tabella completa degli alimenti acidificanti e alcalinizzanti

 

Acido e acidificante

E' importante innanzitutto fare una distinzione. I termini acido e alcalino indicano il grado di acidità o di alcalinità di una sostanza al di fuori del nostro corpo. I termini acidificante e alcalinizzante invece indicano la capacità che ha quella sostanza, una volta metabolizzata dal nostro corpo, di produrre scarti alcalini (sodio, calcio, magnesio, potassio) o acidi (acido urico, azoto, zolfo, fosforo e cloro). Di conseguenza anche una sostanza acida (con un ph quindi basso) all'interno del nostro corpo può scatenare una reazione alcalina e viceversa. Il limone e il pomodoro per esempio sono alimenti acidi di per sè, ossia il loro pH è acido, ma nel nostro organismo producono alcalinizzazione. Quindi a livello gastrico, dove arrivano ancora integri, risulteranno acidi (e non indicati per chi soffre di gastrite), ma una volta metabolizzati rilasceranno sostanze alcaline nel sangue e nelle urine.

Mentre le sostanze acide vengono prodotte direttamente dal nostro organismo, quelle alcaline (sali minerali) devono essere introdotte dall'esterno attraverso la dieta o specifici integratori alimentari

I danni dell'acidità tissutale

 

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Acidità in PRAL

La capacità alcalinizzante o acidificante di una sostanza viene indicata in PRAL (Potential Renal Acid Load o potenziale di carico acido renale). Più è elevato il valore del PRAL e più
l’alimento è acidificante. Semplificando gli alimenti acidificanti hanno un prefisso positivo (+) poiché aggiungono acidità, mentre gli alimenti alcalinizzanti hanno il prefisso negativo (-) perchè tolgono acidità.

La dieta ideale dovrebbe essere composta per il 70-80% circa da alimenti alcalinizzanti (con PRAL negativo) e per il 20-30% da alimenti acidi (con PRAL positivo).

Un metodo per calcolare la dieta alcalina è quello di sommare i PRAL di tutti gli alimenti ingeriti in un pasto: il totale dovrebbe essere inferiore allo zero. In tale calcolo bisognerà tenere conto che il PRAL si riferisce a 100 grammi di alimento, quindi il PRAL andrà calcolato sull'effettiva quantità di cibo assunta.

Importante non eliminare i cibi acidi dalla tua dieta, dato che anche l'eccessiva alcalinizzazione è dannosa, ma basterà compensarlo con alimenti alcalini. Se mangerai per esempio un etto di riso, sarà sufficiente compensare l'acidità che questo apporterà al tuo fisico con 2 etti di lattuga.

Come misurare il pH del tuo organismo

 

Alimenti alcalinizzanti acidificanti e neutri

Sono considerati alimenti alcalinizzanti la frutta, la verdura, alcuni tipi di mandorle, la maggior parte dei semi, i crauti e i germogli. Tutti questi alimenti infatti sono ricchi di sali minerali alcalinizzanti: sodio, calcio, magnesio, potassio. Sebbene il cacao risulti altamente alcalinizzante è ricco di acido ossalico che da una parte è irritante per le mucose urinarie e dall'altra si lega al calcio e al magnesio (alcalinizzanti) riducendone la biodisponibilità per l'organismo.

Sono considerati alimenti acidificanti tutti i cereali (pasta, pane, pizza, riso, ecc.), i formaggi, le bevande gassate, alimenti conservati con additivi acidificanti, tutti i cibi troppo cotti. Le bevande gassate (cocacola, aranciata, ecc) hanno un ph che varia da 2,4 a 3,2!

Sono considerati alimenti neutri tutti quegli alimenti che non fanno variare significativamente il pH del nostro corpo e rientrano in questa categoria: gli olii vegetali, i grassi animali (burro e lardo), le uova, il miele e lo zucchero integrale di canna.

Un discorso a parte va fatto per la carne e il pesce.

Cibi alcalinizzanti e cibi acidificanti

 

Carne acidificante: un mito da sfatare

Bisogna fare una considerazione importante: gli acidi si formano quando l'alimento viene utilizzato dal nostro metabolismo per produrre energia. Le proteine contenute in abbondanza in carne e pesce vengono utilizzate dal nostro corpo non per produrre energia, ma come mattoncini per costruire importanti elementi: anticorpi, enzimi, emoglobina, ormoni, dna cellulare (che va costantemente a sostituire le vecchie cellule) e collagene (che andrà invece a far crescere e rinnovare regolarmente unghie, capelli, pelle, cartilagini, mucose, ecc). Non avendo quindi uno scopo principalmente energetico le proteine non producono scorie acide, come invece succede per i carboidrati, che invece hanno esclusivamente funzione energetica.

Facciamo un esempio. 100 grammi di carne di vitello hanno un PRAL = +9, ma poiché il nostro corpo ha bisogno di circa 60 grammi di proteine al giorno a fini ricostruttivi, i 20 grammi di proteine contenuti nella tua fettina di vitello da 100 grammi, serviranno tutti per la costruzione e non per la produzione di energia. Di conseguenza queste proteine non produrranno scorie acide. La funzione energetica è sostenuta da grassi e carboidrati, ma dato che i grassi hanno un PRAL vicino allo zero e che vengono in parte utilizzati nella costruzione delle membrane cellulari, delle cellule nervose e degli ormoni, gli unici nutrienti che vengono utilizzati esclusivamente come energia sono i carboidrati, pertanto il loro contributo all’acidità tissutale è nettamente maggiore rispetto ai grassi e alle proteine.

Un altro problema notoriamente collegato all'assunzione di carne è l'acido urico. La carne è ricca di purine, che generano acido urico, che in ambiente acido rappresenta un potenziale precursore di cristalli, calcoli e renella. E' consigliabile compensare l'assunzione di carne ricca di purine con alimenti alcalinizzanti o integratori di sali minerali. Gli alimenti con la maggior quantità di purine sono: acciughe, aringhe, cervello, carne trita, brodo di carne e di dado, cuore, lievito di birra, cozze e molluschi, oca, rene, sardine, sgombro, sugo di carne, uova di pesce.

I danni dell'acidità sulla vescica

 

Acidità e dieta mediterranea

E' opinione comune che la dieta mediterranea sia "La" dieta per eccellenza, quella più sana ed equilibrata, che consente un ph ideale. In realtà l’alimentazione mediterranea a cui ci si riferisce non ha nulla a che vedere con l'attuale modalità di nutrirsi, sempre più simile a quella statunitense.

La vera dieta mediterranea comprende un'alimentazione ricca di verdura (pomodori, zucchine, cetrioli e insalata), pesce azzurro e olio extra-vergine d’oliva, tutti elementi poco o per nulla alcalinizzanti e dalle caratteristiche altamente salutari. Gli abitanti dei paesi che si affacciano sul mediterraneo infatti risultano essere quelli a minor rischio di patologie cardio-circolatorie e metaboliche. L’alimentazione mediterranea però nel tempo è variata arricchendosi di cereali raffinati, pane, pasta, pizza e dolci, alimenti che si sono sostituiti a quelli sani rendendo la moderna dieta mediterranea fondamentalmente acida e poco salutare.

Attraverso metodi di analisi computerizzati, gli scienziati hanno comparato la dieta contemporanea occidentale (basata prevalentemente su cereali e carboidrati) con la dieta dei nostri antenati precedente all'avvento dell’agricoltura (basata sull'assunzione di carne, pesce, semi, uova, frutta e verdura selvatica). I risultati hanno rivelato che l’alimentazione dei nostri antenati consentiva di mantenere un buon livello di alcalinità, senza apportare un “carico acido” al corpo. Al contrario le diete moderne, ricche di cereali raffinati, di prodotti derivati dal grano, di grassi idrogenati, di glutine e dal basso contenuto di frutta fresca e verdure, tendono a provocare problemi di acidosi.

 Le influenze del cibo sulla cistite

 

Regole ed eccezioni

Idratazione
L'eliminazione delle sostanze acide avviene prevalentemente attraverso le urine. La scarsa idratazione impedisce l'eliminazione delle scorie attraverso i reni. Una dieta alcalina quindi non può prescindere dall'introduzione di una buona quantità di liquidi: almeno 2 al giorno. L'ideale sarebbe scegliere un'acqua alcalina ricca di magnesio.

Vegetali biologici
La tendenza attuale allo sfruttamento esasperato dei terreni ha portato ad una diminuzione di sostanze minerali e di vitamine negli alimenti vegetali. La monocoltura (coltivare il terreno con un solo prodotto) e la mancata messa a riposo del terreno a periodi alterni a quelli produttivi ha significativamente impoverito frutta e verdura di importanti vitamine e sali minerali (ed ovviamente anche di sapore) rendendo questi alimenti meno alcalinizzanti rispetto a qualche decennio fa. E' preferibile quindi scegliere prodotti biologici, dal maggior valore nutritivo scientificamente dimostrato.

Frutta
La frutta, seppur alcalinizzante, a causa dell'elevato contenuto in zuccheri, non dovrebbe essere la scelta alcalinizzante principale. Si è calcolato che per far fronte all'acidità corporea prodotta dal metabolismo basale bisognerebbe assumere 1,5 kg di frutta e verdura al giorno, di cui 300 gr di frutta e 1200 gr di verdura, preferendo quella poco cotta. Inoltre la frutta acida unita ai carboidrati (amidi o zuccheri) forma acido ossalico perdendo la funzione basica. Distanziare quindi l'assunzione di frutta da quella di pasta, pane, pizza, riso.

L'acido ossalico negli alimenti

 

Ci sono casi particolari che aumentano o diminuiscono il bisogno di ricorrere ad un'alimentazione alcalinizzante. Vediamoli singolarmente.

Cistite da Proteus
In caso di cistite da Proteus non bisogna alcalinizzare poichè questo batterio viene ostacolato dall'ambiente acido.

Cibo spazzatura
Evitare fast food, cibi raffinati, processati e precotti, pieni di conservanti, grassi idorgenati e zuccheri, preferendo alimenti quanto più semplici e naturali possibile.

Sport
In caso di allenamenti sportivi intensi bisognerà aumentare la percentuale di alimenti alcalinizzanti in quanto l'attività intensa produce acido lattico acidificante.

Stress
Anche in caso di stress prolungato bisognerà aumentare la quantità di alimenti alcalinizzanti per contrastare l'acidità data dal cortisolo in circolo.

Insonnia
Di notte eliminiamo molte sostanze acide accumulate durante il giorno; l'assenza di sonno impedisce l'eliminazione di questi acidi. Se si soffre di insonnia aumentare la quota di alimenti alcalini.

Digiuno
Il digiuno comporta l'eliminazione di chetoni acidi attraverso le urine. Più sarà prolungato il digiuno e maggiore sarà l'eliminazione di sostanze acide.

Farmaci
Alcuni farmaci comportano acidificazione. In corso di chemioterapia, per esempio, o di assunzione prolungata di antinfiammatori è bene aumentare la quantità di elementi alcalinizzanti introdotti.

Vita sedentaria
La sedentarietà impedisce l'eliminazione delle scorie acide attraverso la sudorazione. Se si ha una vita poco attiva diventano ancora più importanti l'idratazione e la dieta alcalinizzante.

Diarrea
In caso di diarrea aumentare questa quantità unitamente ad integratori alcalinizzanti.

Fumo e Alcool
Producono entrambi acidità, pertanto se si è fumatori e abituali consumatori di bevande alcooliche, bisognerà calcolare una quota maggiore di sostanze alcalinizzanti nella dieta.

 

 

Bibliografia

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  2. “La dieta pH” Mangani, Panfili Tecniche nuove, 2006
  3. " Alcalinizzatevi e Ionizzatevi" Baroody e Palmisano, Bis Edizioni, 2012
  4. Istituto per la prevenzione e l’alimentazione, D-85737 Ismaning. Modificato secondo Remer T, Manz F (1995) e Remer et al. (2003)
  5. EFSA (2012). European Food Safety Authority, Scientific Opinion on Dietary Reference Values for protein. EFSA Journal 2012;10(2):2557
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