da QuellaValelà » gio feb 28, 2013 9:45 pm
ragazze mie,
sono reduce dalla visita con il prof.
cerco di raccogliere le idee e di raccontarvi.
Sono partita stamattina un po' tesa ( a dire il vero il post di abracadabra sul fatto che lo aveva visto cambiato mi dava un po' di pensieri),
in autobus mi chiedevo se forse non ero io un po' troppo 'apprensiva' verso me stessa, magari mi sto fissando, mi dicevo. Lo struzzo che è in me voleva assolutamente riaffondare la testa nella sabbia del 'va tutto bene, alla fine potrei conviverci' ecc ecc. Ma un timido barlume di senno qualunque l'ha stordito e
ho raggiunto la clinica di Roma e dopo un po' di attesa è arrivato il mio turno.
Non so quanto sia utile descrivere la fase di anamnesi, considerato che voi lo conoscete meglio di me(cmq chiaramente dei miei vecchi esami nn sapeva cosa farsene e mi chiedeva solo i sintomi), quindi arriviamo alla visita.
La visita non è stata molto dolorosa, niente salti dal lettino..ma gli ho subito detto che per me, che ho un'alta sopportazione del dolore e che ho rapporti dolorosi da tempo immemore, cioè da sempre, non sarebbe stato facile indicare quella dolorosa e tollerata sensazione come dolore.
Ho delle mucose fragilissime ma mi hanno fatto credere che era normale, che l'essere donna prevedeva il dolore. Vorrei spiegarvi meglio ma ora le parole non mi vengono. Prometto però di analizzare questa sorta di assuefazione al dolore, per quanto possa fare una persona che comunque intimamente soffre.
Anzi, secondo me è stato proprio questo dolore latente ma così intimo, perciò da tener privato, a farmi le ferite dell'animo che sento di avere, se io mi sono sentita sessualmente e non solo, direi anche 'femminilmente' inadeguata forse è colpa di questo dolore.
(Che poi a sbloccarmi a ricercare la connessione con le varie me (Testa, vagina, cuore)mi avete spinta voi, è un'altra storia...e non c'è luminare che tenga).
Scusate sto divagando, il prof è stato delicatissimo e la diagnosi è stata:
vestibulodinia di media entità e ipertono dei muscoli del pavimento pelvico, trigger point nei muscoli otturatorio interno dx e coccigeo di sx.
Quindi: Lyseen, etinerv, laroxil.
Ora, potrei attaccarvi la lagna che "io i farmaci no, ho paura delle conseguenze," e via dicendo. pensieri sparsi e sensazione di sconfitta che prima di me voi tutte avete vissuto. Se c'è qualcuna che ha detto: 'si, yeah il laroxil' la stimo, ma dubito della sua esistenza.
Ma alla fine si tratta di scegliere,no? Come sempre. Di scegliere se soffrire e vivere a metà o di riprendersi la propria totalità.
Una cosa la dico in tutta franchezza: senza di voi non ce la farò..
Il cambiamento è costante.
Come viviamo il cambiamento, questo dipende da noi.
Possiamo sentirlo come una morte o possiamo sentirlo come una seconda occasione di vita.
Se apriamo le dita, se allentiamo la presa, e lasciamo che ci trasporti.. possiamo sentirlo come adrenalina pura.Come se in ogni momento potessimo nascere ancora una volta