A febbraio ho le placche in gola e il medico mi prescrive antibiotico (erano anni che non lo prendevo più, ma quelle sporadiche volte mai avuto problematiche conseguenti) e sto meglio. Inizio a frequentare una persona che mi piace tanto, sia fisicamente che non, e finalmente ritrovo la voglia di intimità e attrazione fisica che nella relazione precedente non avevo più ormai da parecchio tempo. A marzo un pomeriggio, dal nulla, inizio a sentire dei bruciorini e stimolo a dover urinare, ma dovendo andare via per un week end con la mia nuova fiamma chiamo mia sorella infermiera che mi dice che è un po' di cistite e di prendere del monuril che tutto sarebbe passato. E così è stato. Trascorro il mio week end molto focoso e sono contenta, non penso nemmeno a quei piccoli e innocui sentori di cistite. Vado avanti per 20 giorni circa, una sera ho un rapporto protetto un po' focoso con questo ragazzo ma tutto ok. E' stato un rapporto abbastanza lungo, ad un certo punto, non so se lui ha spinto un po' di più o no, ho sentito tipo una fitta, un dolore e ho pensato che avendo appena finito il ciclo magari ero un po' contratta. Ma Torno a casa tranquilla. Il giorno dopo, circa verso le 12 inizio a sentire bruciore alla patata e poi bisogno di urinare impellente. All'inizio la cosa è gestibile ma poi sfocia in un bruciore allucinante, mia mamma mi dice che è cistite e di mettermi sotto il getto d'acqua fredda del bidet (che effettivamente mi da sollievo) e di stare tranquilla che passa. Io ero già in panico e mi vedo già morta al capezzale. Con forza salgo in macchina e vado in farmacia con la speranza che mi diano qualcosa..e infatti mi danno un integratore a base di cranberry ma che si risulta inefficace. Torno a casa, mi metto sul divano, inizio a bere semplice acqua e all'incirca alle 16 tutto si placa per non sentire quasi più nulla. Chiamo comunque un ginecologo e spiego la situazione, mi dice di prendere del brufen in caso bruciasse ancora e di aspettare l'indomani per una visita. Tutto questo grazie al cielo perchè non lavoravo e potevo gestirmi il tempo come meglio credevo (ero ancora in cerca di un nuovo lavoro)Ok. Aspetto l'indomani e mi faccio visitare e da lì sento parlare di cistite post-coitale. Il ginecologo mi visita, mi dice che può accadere e mi rifila monuril per due sere e poi un ciclo di prevenzione fatta di : kistinox forte ogni 10 giorni al mese, urinare prima il rapporto, dopo il rapporto, dopo il rapporto lavarmi sempre con la mousse Vidermina clx ph 5.5 , ovuli vidermina clx attiva ph acido, schiuma Tiagin e acidif plus, e mi dice se voglio di provare delle capsule di d-mannosio un la mattina e una la sera. Così per almeno 6 mesi. (E io mi domando: ma devo andare in giro sempre con il sacchettino con dentro la mia farmacia per tutta sta menata?) Ma se devo farlo,lo faccio. Da lì inizia la mia fobia e paura, ne parlo con il mio compagno e gli chiedo di sospendere i rapporti perchè mi sento insicura e non voglio stare più così male. Nel frattempo sto bene per due settimane e poi iniziano a venirmi sporadicamente bruciori (all'inizio più intensi e poi meno) solo alla vagina con annessa sensazione di dover far pipì ma che non brucia nè fa male. Solo bruciori vaginali. Vado in panico perchè ho paura di rivivere la stessa cosa ma poi noto che arrivano, rimangono per un'oretta e poi se ne vanno. Applico sempre la schiuma Tiagyn. Torno dal ginecologo per spiegargli questi bruciorini e mi dice che può essere normale perchè magari ho la vagina un po' infiammata, mi visita , non trova nulla di anomalo aparte un dolore quando mi visita internamente. Mi da fastidio in un determinato punto dove mi tocca. Allora mi dice di fare un tampone endo-cervico vaginale perchè a paura di un infezione all'utero. Vado in uno studio privato e chiedo il tampone ma me lo fanno solo vaginale+ urinocultura, al chè vado anche in ospedale e mi faccio fare quello endocervico vaginale. Quindi ben due tamponi. E gli esiti rispettivamente sono (tutto questo a aprile 2019) nel Laboratorio: urine e tampone vaginale positive a Klebsiella ( mettono sono la carica batterica del tampone vaginale 10^6 CFU.) Mentre in quello dell'ospedale (effettuato all'incirca 10 giorni dopo) : ph. 4.6, tutto negativo tranne positivo a Mycoplasa urealitycum (10^4 CFU) , LEUCOCITI ASSENTI, ricerca batteri: flora polimicrobica , ricerca lieviti; negativa. Al momento mi chiedo: Ma la klebsiella dove cavolo è finita?! Il mio ginecologo non mi sa dare una risposta ma si limita prescrivermi ciproxin per 5 giorni con annesso difesan flor orally e capsule vaginali (non vi dico che casino a mettere in vagina quelle tavolette maledette). Niente, faccio il mio antibiotico e sto bene per un po', poi dopo quei famosi bruciorini vaginali tornano, a livello di minzione dopo il famoso monuril non ho più avuto problemi tranne una sensazione di incompleto svuotamento della vescica sporadico. Vado avanti con bruciorini che sono di minor entità ma che comunque mi preoccupano perchè mi chiedo " se non ho mai avuto nulla fino a pochi mesi fa perchè ora mi viene detto che è normale?!". Scrivo al ginecologo per aggiornarlo sulla mia situazione e chiedo se posso fare ancora urine e tampone e la risposta è stata " Ma se non hai particolari sintomi per me è inutile fare il tampone..se vuoi fai urine e vedi"
Faccio urine e non il tampone. Esito : E.coli 500.000. Mi ri-prescrive Monuril. Ingenuamente lo prendo e le urine dopo 20 giorni sono negative. Il ginecologo mi scrive "vedi?! sei sana come un pesce!" -.-". Nel frattempo che aspettavo l'esito delle ultime urine che sarebbero risultate negative avevo già preso un appuntamento a Brescia con un urologo perchè non mi stavo già più fidando del mio ginecologo. E ci sono andata per sentirmi dire "signorina, l'è è venuta una cistite post rapporto, e probabilmente le ri-succederà.. ma le ultime urine son negative, non si faccia prendere dall'ansia perchè dopo la vive male. Non faccia come mia moglie che mi ha detto che io non la curo per la cistite. Ma è inutile curare, le urine son negative e basta. Vivete la vostra vita tranquille". -.- . Io non ero contenta però avendo le urine negative diciamo che gli ho abbuonato la risposta. Nel frattempo trascorro l'estate senza problemi di minzione ma " semplicemente" con i miei bruciorini sporadici che "curo" mettendo sempre la schiuma tiagyn. In tutto questo non ho più avuto rapporti. Se non ad agosto,anche se in preda alla paura, riprovo ad avere rapporti con il mio compagno. Zero. Non ho problemi nè cistiti. Seguo tutti gli accorgimenti del ginecologo: pipì prima e dopo, schiuma, ovuli e bla bla bla.. un po' una menata ma lo faccio. Devo specificare che i rapporti li ho avuti ma chiedendo al mio compagno di fare sempre piano perchè avevo paura di sentire male e di riavere la cistite. Ma è andato tutto liscio, anzi a volte lo facevamo anche due volte al giorno. Zero problemi. Il mio compagno era felice anche se desiderava farlo un po' più "focoso" o forte perchè altrimenti lui non sentiva nulla. Infatti la maggior parte delle volte interrompevamo dopo un po' il perchè io temevo che se l'avessimo fatto forte mi sarebbe rivenuta la cistite e poi anche perchè non ero abituata a star in ballo per un'ora o più!
Comunque nulla.. andiamo avanti e tra un periodo di forte stress lavorativo ( avevo trovato lavoro) e personale di ansia, a metà settembre mi si crea un herpes gigante sul labbro (mai avuto nemmeno questo) e mi dico che quindi è un periodo di forte stress e il mio sistema immunitario sta dando i numeri. Fa nulla, ma i rapporti vanno bene. Arrivo a ottobre, metà ottobre 2019 e una domenica abbiamo un rapporto molto lungo, con il preservativo anallergico perchè ho scoperto di essere allergica al lattice. Il rapporto è un po' come lo vuole lui, prima piano e poi abbastanza veloce e forte. Finito il tutto faccio la mia solito routine di lavaggio, crema ecc ma dentro mè è come se si fosse accesa una lampadina e ho pensato "ahia, domani ho la cistite". Mi sentivo strana, boh. Dopo un 'ora ho dei bruciori vaginali (mai avuti subito dopo il rapporto) . Solo bruciori vaginali. Solo quelli, la minzione no (anche perchè avevo bevuto molto).Nulla presa dalla depressione il mio compagno mi tira su di morale con mezzo barattolo di Nutella e grissini e mi dice di star tranquilla. ok. I bruciori passano. Il giorno dopo, la mattina mi sveglio con una pancia che sembro incinta di 9 mesi e mi brucia da morire (ho sempre sofferto di colon molto irritabile, infatti in passato ho fatto 6 mesi di diarrea non capendo cosa avessi, per poi essere liquidata dicendo che era tutto nella mia testa, poi dopo aver eliminato di mia iniziativa glutine e latte tutto è rientrato). Quel giorno non mangio nulla perchè non me la sento, ho sensazione al basso ventre tipo di ovulazione (ma non lo ero) e la sera mi metto subito nel letto con la borsa dell'acqua calda sulla pancia e mi addormento. Alle 23 mi sveglio con forti bruciori vaginali che poi si trasformano in bisogno di urinare ecc. Scrivo al ginecologo che mi dice di andare in una farmacia di turno e prendere il monuril e che il giorno dopo ci saremmo rivisti per una visita. Mando mio padre a prendermi il monuril e infatti passa. Il giorno dopo il mio medico di base mi da una settimana di mutua nella quale io non riesco a mangiare nulla perchè sento tutto bruciare dallo stomaco al basso intestino. No ho più bruciori a far pipì. Durante la visita ginecologica mi viene detto che visto come sono andate le cose per lui è un "problema ormonale" e che secondo lui la soluzione era riprendere la pillola che avevo sospeso da marzo 2019. (l'ho sospesa perche avevo il colesterolo a 300 e nei mesi successivi ho avuto ciclo sballato, acne dappertutto e perdita massiccia di capelli. Insomma un casino!). Quindi mi dice di aspettare il ciclo, non fare tampone o urine e prendere la pillola.
Esco, pago i miei 120€ e dico a mia madre che voglio cambiare ginecologo. Chiamo una luminare di Brescia la quale mi può vedere dopo 2 settimane e mi chiede se ho quale tampone e urine recenti. Dico di si perche decido di farli di testa mia a pagamento. Chiedo di mettermi in evidenza ph e lattobacilli ma mi dicono che il ph non lo fanno, solo lattobaccilli. Li faccio e l'esito è: URINOCULTURA NEGATIVA, tampone vaginale: LATTOBACILLI PRESENTI + , Escherichia coli e candida albicans.
Va beh, quel giorno avrei voluto strozzare il ginecologo. Poi vado da quest'altra a brescia e mi dice che E.coli e candida sono presenti normalmente in ogni donna e che possono essere anche asintomatiche per un lungo periodo e poi dopo prendere il sopravvento in determinate occasioni. Quindi cosa mi dice? " ti fai 5 giorni di iniezione intramuscolo di amikacina che così debelliamo ogni batterio presente e poi ti metti un ovulo per la candida (ab mono) e continui con ovuli polybactum. e ci risentiamo". Aparte che quell'antibiotico intramuscolo è un omicidio, fa un male cane, ma non ero per nulla contenta. Sentivo dentro me che stavo curando solo la conseguenza, che la cistite era la punta dell'iceberg e non la causa. E io dovevo e devo trovare la causa. Quei maledetti bruciorini ci sono ancora ogni tanto. Allora, presa dallo sconforto un amico che non sentivo da tempo, al quale racconto tutto la mia storia, mi dice che sto curando davvero solo le conseguenze e non la causa e mi racconta la sua storia di candida intestinale di 10 anni con annesse visite e dottori che gli dicevano che era semplice "colon irritabile". Mi consiglia un medico, omotossicologo e ayurveda a bergamo che fa degli esami a campo oscuro del sangue e che riesce a vedere tutti i germi presenti nell'intestino e il loro grado di tossicità nel nostro corpo. Allora all'inzio di questo mese vado da lui. Appena gli racconto la mia storia rimane cosi " Ma passerà tutto questo? a vita non dovrebbe essere più facile? Attendo vostre info. Compilo il format qui sotto.





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