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Scritto dal Dr. Roger Panteri

 

 

Cistite e sintomi

Le infezioni del tratto urinario (UTI), conseguenza di un'infezione batterica (tipicamente Escherichia Coli) del tratto urinario (reni, ureteri, vescica e/o uretra), sono uno dei tipi più comuni di infezioni batteriche nel mondo, che colpiscono circa 150 milioni di persone ogni anno, in particolare le donne.

Si stima che circa 1 donna su 2 avrà una cistite ad un certo punto della sua vita, con molti casi che finiscono in pronto soccorso a causa di sintomi gravi e invalidanti come:

  • forte, pressante voglia di urinare
  • sensazione di bruciore durante la minzione
  • passaggio frequente e di piccole quantità di urina
  • urina torbida e dall’odore forte
  • dolore pelvico (specialmente al centro del bacino e intorno all'area dell'osso pubico)

Approfondimento: I sintomi della cistite

 

Cause delle infezioni urinarie?

Tra le varie cause della cistite vi è anche l’eccessiva crescita batterica nell’intestino. La maggior parte delle infezioni delle vie urinarie inizia nel tratto urinario inferiore (uretra e vescica). I batteri dell'intestino vivono sulla pelle (vicino all'ano o nella regione vaginale) e se si ha una crescita eccessiva di batteri, questi ultimi entrano nel tratto urinario attraverso l'uretra, causando le fasi iniziali dell'infezione del tratto urinario. Se risalgono l'uretra, possono anche causare un'infezione della vescica (cistite) o, più in alto, renale (pielonefrite).

Approfondimento: I fattori scatenanti della cistite

 

Alterazioni intestinali

Tuttavia, questi fattori di rischio non sono sufficienti a spiegare i motivi che sono alla radice delle infezioni del tratto urinario, ovvero come è avvenuta in primo luogo l’eccessiva proliferazione batterica?

Ebbene, se consideriamo il fatto che i batteri che entrano nel tratto urinario provengono dall'intestino crasso e dal tratto gastrointestinale, la risposta a questa domanda risiede nell’equilibrio delle popolazioni batteriche a livello intestinale. Quindi qualsiasi condizione che causa una eccessiva crescita batterica come SIBO o una proliferazione del lievito Candida Albicans a livello intestinale o uno stato di disbiosi (squilibrio) batterico nel colon può aumentare il tuo "rischio" di sviluppare cistite.

Quindi, se vuoi affrontare le tue infezioni delle vie urinarie o le infezioni della vescica, devi prima iniziare con l'intestino, non con i trattamenti tradizionali. Ma facciamo un passo indietro ed analizziamo l’approccio “tradizionale”.

 

Trattamento tradizionale

Gli antibiotici sono in genere la prima (e forse unica) arma di difesa prescritta dai medici per distruggere l'infezione del tratto urinario. L’iter diagnostico in genere prevede una serie di tamponi (vaginali, uretrali e cervicale) con esame colturale e/o urino-coltura a seconda del distretto interessato; a seguito dell’identificazione del germe si procede con un antibiogramma che emette il verdetto sullo spettro di sensibilità del germe a varie classi di antibiotici (o antimicotici nel caso di infezioni da candida).

A questo segue una terapia antibiotica di durata e posologia variabili e personalizzata sul caso, il cui tasso di successo è in genere variabile, tendenzialmente basso e i cui risultati non sono stabili nel tempo, visto l’alto tasso di recidive a cui molte donne vanno incontro. Vi spiego quindi dal mio punto di visti i “limiti” della terapia antibiotica:

  • L’uso ripetuto di antibiotici favorisce nel tempo l’insorgenza di resistenze batteriche. Questo avviene per processi di “trasferimento” di geni batterici (favoriti da meccanismi di selezione ambientale) che conferiscono la resistenza ai microrganismi opportunisti e questo rischio aumento ogni qualvolta si utilizza un antibiotico. L’antibiotico resistenza è un enorme problema a livello sanitario non solo in Italia, ma a livello mondiale
  • Gli antibiotici non sono “selettivi” verso una sola specie batterica (quella responsabile dell’infezione) ma possono uccidere e danneggiare i batteri sani che svolgono un ruolo protettivo In questo caso viene meno l’azione “competitiva” offerta dai batteri buoni rispetto ai batteri patogeni, esasperando la tua condizione e preparando il terreno a future recidive
  • L’antibiotico non ha un’azione “preventiva”, quindi non è in grado di curare il tuo corpo, il tuo intestino (ovvero i fattori che hanno favorito l’infezione iniziale) e promuovere la crescita dei batteri sani

Approfondimento: Gli antibiotici per il trattamento della cistite

 

Approccio olistico

Invece di concentrarsi solo sul tratto urinario, è bene cercare di ampliare la propria strategia di intervento:

  • Intraprendere dei test per verificare il grado di ‘disbiosi’ intestinale. Se oltre ad avere sintomi a carico del distretto urinario, manifesti sintomi pertinenti al sistema gastro-intestinale (gonfiore, difficoltà digestive, diarrea o costipazione, coliti, coliche e spasmi) si consiglia di intraprendere dei test per approfondire la funzione intestinale come il disbiosi test su urine, il breath test al lattulosio (SIBO) ed il test del microbiota intestinale (su feci). Se i test confermano la presenza di disbiosi data dalla proliferazione di alcune famiglie batteriche o fungine saprofite è bene intraprendere un percorso correttivo
  • Cambiare strategia alimentare. Ci sono vari approcci dietologici che sono adottati in base ai risultati dei test e agli obiettivi di cura. Gli schemi dietologici più impiegati includono la dieta LOW FODMAP (a basso apporto di oligosaccaridi fermentabili), le diete PALEO e CHETOGENICHE (a basso/bassissimo apporto di carboidrati), poi a seguire la Dieta Elementare, protocolli di digiuno, etc. Non c’è una strategia alimentare pre-confezionata che vada bene per tutti, piuttosto deve essere personalizzata a seconda di tante variabili (es. tipo di disbiosi, sovra-crescita fungina vs batterica, infiammazione, tipo di alvo diarroico vs stitico, etc)
  • Seguire un percorso di integrazione naturale che riduca il carico di patogeni e favorisca un riequilibrio dell’ecosistema intestinale. Alcuni fitoterapici, proantocianidine (PACs) e D-Mannosio, sono in grado di impedire l’adesione di patogeni come E.Coli alle mucose, favorendone l’eliminazione. Altri antimicrobici naturali a base di oli essenziali di origano, timo rosso, chiodi di garofano insieme a berberina, neem, estratto di aglio sono in grado di ridurre la SIBO. Alcuni ingredienti come curcuma, colostro, glutammina, zinco sono in grado di favorire il ripristino della barriera intestinale per ridurre la permeabilità. Il protocollo deve essere individualizzato sulle singole necessità e modificato nel tempo a seconda dei risultati che si ottengono

Approfondimento: Il nostro schema di trattamento della cistite batterica

 

In conclusione

Le ricerche scientifiche negli ultimi anni hanno dimostrato che il tratto urinario non è sterile, ma ha un suo microbiota batterico che ‘comunica’ con altri distretti vicini tra cui quello intestinale, tanto da condurre all’ipotesi di un eco-sistema molto complesso, costituito da più assi comunicanti come quello intestino-vescica, intestino-vagina e vagina-vescica. Per cui stati di disbiosi a livello intestinale possono ‘perturbare’ gli equilibri batterici a livello vaginale e vescicale, aprendo la strada a infezioni del tratto urinario.

Questo deve renderti consapevole del fatto che sei un meta-organismo in cui popolazioni batteriche di diversi organi e distretti corporei si parlano e si influenzano a vicenda, determinando effetti a cascata con ripercussioni molto invalidanti sulle tue funzioni fisiologiche. La strada per curare le infezioni del tratto urinario e per prevenirne le recidive deve quindi necessariamente passare per l’analisi dello stato di salute intestinale e mirare a trattare eventuali stati di proliferazione batterica come SIBO e disbiosi fermentative o putrefattive del colon. Spero di averti convinto che se curi il tuo intestino, sei sulla buona strada per migliorare l’equilibrio e lo stato di salute del tuo microbiota vaginale e urinario!!

 

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